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Il ritiro delle Land Rover Defender dall’esercito britannico

La notizia del ritiro della Land Rover Defender è apparsa sui principali media inglesi, suscitando quel genere di reazione che ultimamente, complice un concatenarsi di eventi, sta diventando sempre più diffusa. La sensazione che stia finendo veramente un’epoca, un’era geologica della Storia – volutamente con la maiuscola – che lascia il posto a un senso di enorme incertezza. Nel suo piccolo, per l’esercito inglese, fare a meno della Land Rover sarà un passaggio non privo di commozione e tristezza, come ha dimostrato l’evento celebrativo organizzato il 19 marzo a Bovington, all’Armoured Fighting Vehicle School.

Quattro anni per uscire dai ranghi

La flotta di Land Rover dell’Esercito britannico – un veicolo entrato in servizio nel lontano 1949 – ha infatti iniziato a essere gradualmente dismessa, con l’obiettivo di ritirare dal servizio tutti gli esemplari entro il 2030. Un pilastro delle operazioni militari dell’esercito britannico per oltre 70 anni, una vettura che nella sua versione civile è un’icona assoluta tra le automobili e che, per quanto riguarda le doti di robustezza e capacità di adattamento a qualsiasi terreno, ha avuto pochi rivali, come generazioni di soldati della RAF, Marina, Esercito, hanno avuto modo di sperimentare in tutte le missioni post Seconda Guerra Mondiale.

La Snatch e la Lightweight

La Land Rover, dalla Series 1 alla Defender è stata utilizzata per una vasta gamma di compiti, tra cui pattugliamento, collegamento con i comandi e trasporto di equipaggiamento e personale, ma anche trasformata in ambulanza o veicolo d’assalto a supporto dei commando. La Land Rover Snatch per esemio, basata sulla Defender 110, fu sviluppata nel 1992 per l’impiego in Irlanda del Nord e quindi dotata di una leggera blindatura per proteggere gli occupanti dalle armi da fuoco, ordigni esplosivi artigianali e mine. Purtroppo, si fece una pessima fama in quanto successivamente utilizzata in teatri operativi come Iraq e Afghanistan, dove fu coinvolta in attacchi che ne misero in luce i limiti, con pesanti perdite umane. Molto famosa anche la “Lightweight 1/2 ton”, prodotta dal 1968 al 1984 per poter essere trasportata appesa con dei cavi da un elicottero e per tale motivo alleggerita con parti della carrozzeria asportabili, e una riduzione di carreggiata per poterla ospitare sui pallet di trasporto militari.

Ambulanza e amica dei commando

Meritano di essere menzionate anche le molte varianti prodotte sulla base della Serie IIA, come le ambulanze progettate per trasportare quattro barelle e un medico, oppure quelle denominate “Pink panther” utilizzate nel deserto (il colore rosa risultava il più mimetico tra le dune) dallo Special Air Service, le forze speciali inglesi. L’elenco delle modifiche comprendeva serbatoi di carburante aggiuntivi, lanciagranate fumogene, radio ricetrasmittente, spuntoni per tranciare il filo spinato, una mitragliatrice pesante, semiassi rinforzati con protezioni sottoscocca, taniche per l’acqua, bussola solare e fari schermati. Una compagna fedele, utilizzata prevalentemente nei Paesi del Medio Oriente per missioni speciali e ricognizione a lungo raggio. La più originale però è quella dotata dei cingoli presi dal carro armato leggero Scorpion: denominata “Centaur”, fu un flop commerciale e non offrì mai, anche in ambito militare, le prestazioni che ci si potevano aspettare da un ibrido tra una Land Rover Defender e un cingolato.  Mentre l’esercito inglese è impegnato a trovare un veicolo sostitutivo, i militari dovranno abituarsi a fare a meno di un simbolo stesso dell’Inghilterra, un mezzo che è stato la spina dorsale e una presenza familiare per un tempo lunghissimo, attraverso svariate evoluzioni. Ora anche per la Land Rover è arrivato il momento del congedo. Con tutti gli onori.

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