John Surtees è ancora oggi l’unico pilota a essere stato campione del mondo nel motociclismo (per 7 volte) e in Formula 1 (1964). Uno dei capitoli di questa incredibile carriera è stata a bordo dell’Honda RA273 del 1967, una monoposto che ha rappresentato il culmine della filosofia del marchio nipponico negli anni 60.
Omaggio al V12
La carrozzeria ha una linea fluida e chiude con il dettaglio del motore V12 Honda che domina la parte posteriore. Il bianco avorio utilizzato è corretto così come le parti in rosso, un richiamo alla bandiera giapponese presente sulla fascia longitudinale e sugli specchietti retrovisori. Le pannellature sono ben divise, inoltre convincono le sospensioni sottili e realistiche, così come i cerchi e le gomme leggermente intagliate, in linea con le misure dell’epoca. Il motore è ben “leggibile”, con un particolare lavoro di riproduzione sugli scenografici collettori di scarico, una complessità modellistica che rende giustizia all’opera meccanica del Sol Levante.
Quando bastavano volante e coraggio
Il posto guida è, come da tradizione, da monoposto, ma ben caratterizzato. Il sedile è replicato attentamente e il volante ha una resa corretta in proporzioni e posizione. La strumentazione è ridotta allo stretto indispensabile, con i piccoli quadranti che richiamano l’essenzialità brutale delle Formula 1 di 60 anni fa. Interessante la riproduzione del piccolo parabrezza basso e avvolgente, più simbolico che realmente protettivo. All’epoca, la sicurezza era ancora un concetto da sviluppare. Piccolo e ben realizzato, il modellino si apprezza per i dettagli meccanici e ingegneristici e si può acquistare sul sito del produttore a 99 euro.