Sarà accolta con grande entusiasmo, dagli appassionati del marchio britannico, la recente notizia che lo specialista in restomod Lunaz è intenzionato a offrire un upgrade termico per uno dei capolavori dell’Aston Martin. Soprattutto visto che ha da sempre puntato, senza esitazioni, su conversioni elettriche che, inevitabilmente, avevano fatto gridare al sacrilegio.
Specialisti di elettriche
L’azienda con sede a Silverstone e fondata nel 2018 ha scelto di occuparsi di classici dell’automobilismo inglese come Bentley, Rolls-Royce, Aston Martin e Range Rover, sostituendone i motori a combustione interna con delle unità elettriche, aggiornando allo stesso tempo altri organi meccanici ed elettrici per ottimizzare il funzionamento, senza snaturare le caratteristiche originali del veicolo. Anche se quest’ultima affermazione risulta un po’ difficile da credere, gli affari sembrano andare a gonfie vele, tanto che la Lunaz ha dovuto costruire un nuovo stabilimento per arrivare a produrre oltre cento veicoli elettrificati all’anno.
Dalle batterie a 350 CV a benzina
I prezzi delle conversioni partono da 295 mila sterline per una Range Rover, fino a circa 950 mila sterline (quasi 1 milione e 100 mila euro) per una Aston Martin DB6: proprio quest’ultima è stata protagonista di una vera inversione a U filosofica, in quanto, inaspettatamente, adesso è stata introdotta l’opzione di un 6 cilindri in linea da 5.0 litri con 350 CV. Una rivoluzione al contrario, per una clientela che non batteva ciglio di fronte alla rimozione del 6 cilindri originale per far posto a un motore elettrico e batterie da 80 a 120 kWh. Sconosciute le prestazioni dell’elegante coupé inglese in versione elettrica, mentre se ci troviamo al cospetto dell’ultima creazione – la cinquantesima auto commissionata – basti pensare che, rispetto ai 282 CV originari, la differenza è sicuramente palpabile, soprattutto su un corpo vettura relativamente leggero, meno di 1.500 kg.
Personalizzazioni di classe
Sarebbe interessante capire il motivo del voltafaccia, nonostante in varie interviste i responsabili della Lunaz abbiano dichiarato che il segreto del loro successo era aver intercettato il desiderio di facoltosi proprietari di auto d’epoca, bramosi di utilizzare la propria auto in città in cui vigono normative sulle emissioni. Oltre al motore potenziato, questa DB6 restomod presenta anche aggiornamenti a sospensioni, freni e sterzo, ma è alla voce dettagli estetici che l’acquirente, un cliente di lunga data dell’azienda, si è sbizzarrito. Dalla speciale tonalità della carrozzeria, un verde cangiante che vira al grigio, fino a inserti di madreperla e particolari di pelle scamosciata per impreziosire l’abitacolo, dove spiccano anche i rivestimenti di cashmere con motivo pied de poule. La Lunaz presenterà in anteprima questa DB6 entro l’estate e David Lorenz, il fondatore, ha già dichiarato che non sarà l’unica, pur senza rivelare prezzi e prestazioni e l’effettivo numero di esemplari che prevedono di realizzare. Una cosa è certa: in questo caso parlare di restomod è in realtà fuori luogo, in quanto la purezza estetica della DB6 non è stata in alcun modo aggiornata con elementi moderni e tutto ciò che si trova sottopelle si può considerare più un aggiornamento che una trasformazione. Meglio dirlo sottovoce però, perché un integralista del restauro non si troverebbe affatto d’accordo.