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Le station wagon che si credevano fuoristrada

Sono una nicchia apprezzata da pochi appassionati, ma quando fecero la loro prima comparsa sul mercato, verso la fine degli anni 90, rappresentarono una ventata di novità molto apprezzata, che diventò presto di moda e che più di un costruttore decise di produrre. L’idea di abbinare praticità e spazio a bordo, unitamente a ottime doti di guida e un assetto adatto ad affrontare anche sterrati e pendenze leggere, era già stata esplorata con le utilitarie e le medie, come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa. Qui però il livello si alza, con dei modelli dalla versatilità a tutta prova e con, nella maggioranza dei casi, un look riuscito, capace di mantenere proporzioni equilibrate con un tocco di avventura spesso limitato a sospensioni rialzate, più plastiche del normale e protezioni sottoscocca. Una ricetta già vista ma che, sulle station wagon, dà vita a dei classici del genere “cross country”.

Alfa Romeo 156 Crosswagon Q4

Partiamo con quella che non è di certo la prima, ma che ha un posto particolare nel cuore del pubblico italiano e anche degli Alfisti. Basata sulla 156 Sportwagon e lanciata nel 2004, la Crosswagon Q4 porta la trazione integrale (permanente, con tre differenziali, di cui quello centrale autobloccante Torsen) nel mondo della 156 e ci aggiunge un look che non la fa passare inosservata. Assetto rialzato con decisione (+6,5 cm), protezioni sottoscocca anteriori e posteriori e cerchi in lega dal disegno dedicato si sposano con un’unica scelta di motore, l’1.9 litri JTD 16V da 150 CV, abbinato al cambio manuale a 6 marce.

Audi A6 Allroad quattro

Ha il merito indiscutibile di aver inaugurato un genere che l’Audi avrebbe poi mantenuto e addirittura esteso, anche in piena fase di espansione delle SUV. Lanciata nel 2000, la prima A6 Allroad ha inaugurato il concetto di station wagon di lusso a vocazione off-road, grazie a primizie tecniche come le sospensioni pneumatiche ad assetto variabile (da 14,2 a 20,8 cm), regolabili sia manualmente che in automatico, con la vettura che si abbassava all’aumentare della velocità. Vengono offerte in opzione anche le marce ridotte, inseribili a vettura ferma, mentre la gamma motori è ampia e soddisfacente: ci sono i V6 2.5 litri Tdi in due livelli di potenza (163 e 180 CV) ma anche il V6 benzina biturbo, di 2.7 litri, con 250 CV, e per chi vuole esagerare ci si può spingere fino al V8 di 4.2 litri da 300 CV.

Skoda Octavia Scout

Facciamo un salto in avanti per incontrare la Skoda Octavia Scout, che debutta nel 2007 come versione avventurosa della wagon boema. Paraurti pronunciati, modanature laterali, protezioni sottoscocca e assetto rialzato fino a 18 cm sono la ricetta classica che qui viene applicata senza fronzoli, coerentemente con il DNA del marchio. La trazione integrale (già presente sulla 4×4 “normale”) è abbinata a due motori, entrambi di due litri: l’FSI benzina a iniezione diretta da 150 CV e il TDI da 140 CV, entrambi esclusivamente con cambio manuale a sei rapporti. Onesta e funzionale, in Italia se ne sono viste davvero poche.

Subaru Outback (1995)

Se non è la pioniera del genere, poco ci manca. Nata a metà anni 90, la Subaru Outback trasforma la già ottima base della Legacy station wagon in un mezzo veramente pronto all’avventura, come suggerito dal suo nome che evoca le distese selvagge dell’Australia. La trazione integrale permanente è il marchio di fabbrica Subaru, insieme ai motori boxer e, nel corso di varie generazioni, si passerà dal 2.5 al 3.0 litri benzina, rispettivamente con 156 e 209 CV, ma arriverà anche un 2.0 litri diesel nel 2009, oltre alla variante bifuel (GPL/benzina) per il propulsore di 2.5 litri. Affidabile, efficace su qualsiasi terreno e con un look non privo di personalità, è sicuramente tra le rappresentanti più autentiche del genere “cross country”.

Volkswagen Passat Alltrack (2010)

Una delle ultime arrivate è la Volkswagen Passat Alltrack, che debutta, nella sua prima incarnazione, nel 2010. Nasce in seguito al restyling che dà vita alla generazione B7 e propone un assetto rialzato di 3 cm rispetto alla Variant normale, in aggiunta a protezioni sottoscocca e trazione integrale 4Motion abbinata al sistema di assistenza in discesa (Hill Descent Control). Leggermente meno caratterizzata esteticamente delle rivali, faceva affidamento su un’ampia gamma di motori, due benzina e due turbodiesel, ma in Italia sarà venduta in un’unica versione, ovvero con il 2.0 litri Tdi da 170 CV abbinato al cambio robotizzato a doppia frizione.

Volvo V70 XC (1997)

Uno dei modelli più iconici è senza dubbio la Volvo V70 XC, lanciata al Salone di Francoforte del 1997. Dopo di lei, altri modelli hanno consolidato la filosofia XC o Cross Country, fino a farla diventare un autentico marchio di fabbrica di Volvo. L’assetto rialzato di 3,5 cm, paraurti protettivi e le protezioni sottoscocca la rendono allo stesso tempo spartana ma anche trendy e al lancio è disponibile con due motori turbo benzina: 2.5 litri a bassa pressione (193 CV) abbinato a un cambio automatico oppure 2.0 litri ad alta pressione (225 CV) con cambio manuale. Le generazioni successive prenderanno il nome XC70 e aggiungeranno un cinque cilindri turbodiesel da 185 CV, aumentando anche l’altezza da terra di altri 6 cm.

Audi A4 Allroad quattro (2009)

Forte del successo dell’A6, è del tutto naturale che l’Audi scelga di introdurre la variante “outdoor” anche sulla più piccola A4. Introdotta nel 2009, la A4 Allroad sfoggia protezioni laterali di plastica color grigio opaco, argento e nero a seconda della tinta della carrozzeria, oltre alle solite protezioni sottoscocca. L’assetto rialzato di 3,7 cm, unitamente alla sicurezza della trazione integrale Quattro, si sposa a motori performanti. La prima generazione ha un turbo benzina (2.0 litri TFSI) e due turbo diesel (2.0 litri TDI e 3.0 litri TDI): il primo, con 211 CV permette di toccare i 230 km/h mentre il secondo, con 170 CV offre consumi record (6,4 litri per 100 km): il più potente del trio (240 CV) permette di toccare i 236 km/h e consuma 7,1 litri per 100 km.

Volvo V40 Cross Country (2013)

La stessa filosofia di estendere il concetto “cross country” viene adottata da Volvo per la V40 Cross Country, presentata nel 2013. L’interpretazione in chiave compatta della wagon “avventurosa” riprendeva le solite scelte distintive, con un’altezza da terra maggiorata di 4 cm, dettagli protettivi che vanno dalle plastiche alle protezioni sottoscocca e, per la prima volta, si può abbinare anche alla semplice trazione anteriore. Tali sono infatti sia la D3, col 2.0 litri a gasolio da 150 CV, che la D2 con l’1.6 litri da 114 CV, mentre la più potente è la D4 da 177 CV. Tra i benzina, la T4 con l’1.6 litri da 179 CV, è affiancata dalla T5 AWD con trazione integrale, spinta dal 2.5 litri da 254 CV e cambio automatico Geartronic.

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Tags: Cross Wagon
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