Realizzata di metallo e riconoscibile dai tipici fascioni in plastica nera che cingono la parte inferiore della scocca e dai gruppi ottici posteriori “XL”, il modello dell’Alfa Romeo GTV 2.5 del 1984 si presenta con una verniciatura grigia che esalta il contrasto con gli interni scuri.
Quando il V6 dava forma allo stile
Un dettaglio che risalta subito all’occhio è la “gobba“ sul cofano motore, riprodotta con cura e necessaria nella realtà per ospitare il maggiore ingombro del propulsore V6. I fari anteriori sdoppiati e lo scudetto Alfa Romeo al centro della calandra donano al muso quell’espressività seriosa che ha reso la GTV 2.5 un simbolo delle Granturismo anni 80. I particolari della coda non deludono e la trasparenza della fanaleria risulta buona, così come la targhetta identificativa “GTV 6 2.5” che certifica la nobiltà del modello rappresentato. Il terminale di scarico singolo, posizionato di lato, completa un quadro d’insieme fedele all’originale. Il modello è realizzato in die-cast (metallo) con le porte anteriori apribili, una scelta che, sebbene limiti la vista del vano motore e del bagagliaio, garantisce pulizia delle linee e una robustezza strutturale maggiore anche se, in questo caso, qualche segno antiestetico è visibile negli accoppiamenti delle parti mobili.
Rigore stilistico
L’abitacolo è sintetizzato quanto basta, con i sedili sportivi e la plancia che richiamano fedelmente il design originale dell’epoca. Il realismo è più accentuato nei piccoli ma significativi particolari: le targhe italiane dell’epoca, con la provincia “Roma” in arancione e i caratteri bianchi su fondo nero, trasportano immediatamente il collezionista sulle strade degli anni 80. Questa Alfa Romeo GTV 6, come tutte le Solido, è un eccellente compromesso tra qualità e prezzo. È l’ideale per chi desidera esporre un pezzo di storia dell’automobilismo italiano senza dover affrontare costi di fasce superiori, o per il neofita alla ricerca della sua prima Alfa Romeo in scala.