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23 July 2019 | di Alberto Amedeo Isidoro

Master Restauratori Auto d’Epoca, lavorare la lamiera

I ragazzi del Master Restauratori Auto d’Epoca scoprono in anteprima alcune tecniche di battitura della lamiera degli anni 20 del secolo scorso. Ecco le immagini della lezione tenuta dagli artigiani dell’Accademia Restauro Veicoli Storici del CNA di Padova

Sempre più spesso, che si tratti o meno di automobili, oggi riparare vuol dire buttar via e sostituire. Il mestiere del carrozziere ha assunto una connotazione distante da quella che era la forma mentis e il bagaglio di competenze dei battilastra di una volta. Ma c’è ancora chi porta avanti questa raffinata arte manuale. A spiegare ai ragazzi i trucchi di un mestiere così delicato è Andrea Agnoletto, anima dell’Accademia Restauro Veicoli Storici di Padova, che ha ribadito la necessità di un ricambio generazionale "per mantenere viva un’arte che altrimenti andrà perduta per sempre”.

I segreti del mestiere. “La saldatura a freddo è una tecnica quasi dimenticata. Risale addirittura all’antico Egitto”. Al Master Restauratori Auto d’Epoca Agnoletto mette l’accento su quella che è un’anteprima assoluta: “È la prima volta che facciamo una dimostrazione in pubblico su questo argomento. Per i ragazzi è un’occasione davvero unica: possono vedere coi loro occhi e capire cosa significava saldare parti di carrozzeria negli anni 20 del secolo scorso”.

La cassetta dei miracoli. Grazie all’abilità di Agnoletto anche un’altra arte del passato è stata trasmessa ai ragazzi seduti ai banchi d’officina dell’Editoriale Domus. La classe ha assistito alla sagomatura dei particolari di carrozzeria in una speciale cassetta di legno: una procedura insolita, che ha lasciato letteralmente a bocca aperta i partecipanti. “I battilastra di una volta facevano così”, spiega Agnoletto, che ai macchinari moderni continua a preferire le tecniche del passato. “All’interno della cassetta c’è della semplice terra di campo, o argilla. Serve a sagomare parafanghi e qualsivoglia particolare di carrozzeria”. Una soluzione ingegnosa che oggi costa tanta fatica e tanto sudore in officina, ma che, garantisce Agnoletto, “ai ragazzi tornerà senz’altro utile nel prosieguo del loro percorso nel mondo del restauro”.

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