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22 July 2020 | di Giancarlo Gnepo Kla

Master Restauratori Auto d’Epoca, termina la prima edizione online

La quarta edizione del Master Restauratori Auto d’Epoca organizzata da Accademia ED in collaborazione con Ruoteclassiche si è conclusa ieri pomeriggio dopo tre settimane intense e ricche di appuntamenti con alcuni dei massimi esperti del settore auto storiche.

Tra lezioni teoriche e dimostrazioni pratiche, i partecipanti hanno avuto la straordinaria occasione di potersi confrontare con i più eminenti esponenti del variegato mondo delle classiche. Il 4° Master Restauratori Auto d’Epocasi è svolto in partnership con FCA Heritage e ha visto l’intervento di Gianfranco Gentile (Head of Communication FCA Heritage) e Roberto Giolito (Head of FCA Heritage). Un format completamente inedito quello introdotto quest’anno, basato su videolezioni in cui i 27 iscritti salutati dal nostro Direttore David Giudici hanno sempre partecipato attivamente con domande e osservazioni intelligenti e mai banali, che hanno reso il più possibile interattive le lezioni.

Lezioni pratiche e teoriche. Nell’approccio al restauro tutto parte dalla ricerca storica, e a chi rivolgersi se non a Sandro Binelli, fondatore di Automotive Masterpieces, una società d’eccellenza specializzata nelle “indagini” per la ricostruzione storica delle automobili. Duccio Lopresto, il più giovane giudice al mondo di concorsi d’eleganza è intervenuto in rappresentanza di TCCT (The Classic Car Trust) offrendo una panoramica sul mondo del collezionismo: un interessante focus sui protagonisti e le auto del gotha del collezionismo. Se la perizia e la passione del battilastra Andrea Agnoletto del CNA di Padova erano praticamente palpabili, lo stesso si può dire del giovane Alessandro Talarico di BMW Classic Roma che con competenza e simpatia ha spiegato alcuni interventi per il ricondizionamento dei motori BMW.

Eccellenze italiane. L’amore per l’auto d’epoca può fare a meno di certe formalità, ma non della professionalità: ecco quindi il consulente Daniele Turrisi e Riccardo Tosi, proprietario di Milano Garage che tra aneddoti e battute hanno raccontato le loro esperienze nell’automotive. Anche la scelta del materiale giusto è determinante per la perfetta riuscita di un restauro, in tal merito sono intervenuti Paolo Foglizzo e Tammy Byrne-Smith di Foglizzo Leather e Matteo Trinchero di Trinchero&Rubberfill due eccellenze torinesi nel settore dei rivestimenti. Non sono mancati poi due grandi nomi della carrozzeria italiana: Touring Superleggera e Zagato, rappresentate da Paolo Di Taranto e Andrea Dragoni che hanno illustrato la storia e l’approccio progettuale delle due aziende, tra le principali esponenti dello stile italiano nel mondo.

Passione rossa. Lorenzo Ardizio, Curatore del Museo Storico Alfa Romeo ha presentato il museo raccontandone la storia, i mutamenti e tante curiosità inedite sulle vetture del Biscione. Altri super esperti di Alfa, i fratelli Lopane dell’omonima carrozzeria, un punto di riferimento per tutti i collezionisti. In collegamento dalla redazione di Ruoteclassiche, il Caporedattore Fulvio Zucco ha parlato delle fasi che precedono la pubblicazione di un articolo e la scelta delle vetture, accompagnando poi i partecipanti nel “sancta sanctorum”, l’archivio Quattroruote: una raccolta unica di documenti, foto e disegni tecnici. Parlando di pezzi unici non si può fare a meno che citare Corrado Lopresto, il più importante collezionista italiano di auto d’epoca che ha raccontato come è nata la sua collezione e una serie di aneddoti interessanti legati alle sue vetture, tutte caratterizzate dall’unicità. Auto così preziose richiedono cure speciali, come ha spiegato Francesco Panzeri di R.P.M. Logistic e Carcierge, una società specializzata in logistica e pratiche per l’import export di vetture di grande valore.

Dulcis in fundo. Non potevamo che concludere in bellezza, con Gaetano Derosa (Vicecaporedattore di Ruoteclassiche) inviato speciale al castello di Panzano per l’appassionante intervento conclusivo con Mario Righini e il nipote Massimiliano Stancari. Al termine del ciclo di lezioni, i racconti e i ricordi di Mario Righini arrivano come un’iniezione di passione: nelle sue parole solo l’amore verso le vetture che hanno segnato tanto la sua giovinezza negli anni drammatici della Seconda Guerra Mondiale, quanto l’intera storia dell’automobile. Ora non resta che darci appuntamento all’anno prossimo, per una nuova entusiasmante avventura.

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