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Monte-Carlo Historique: la partenza da Milano [video]

Per la prima volta dal 1932, Milano è tornata protagonista del motorsport internazionale e ha ospitato la partenza del rally storico più famoso nel mondo, il Monte-Carlo Historique.

Venerdì 1 febbraio, le sessantacinque vetture giunte da tutta Europa e selezionate per la partenza (più 25 provenienti dal raggruppamento di Atene) dal capoluogo meneghino hanno preso il via al cospetto della Madonnina per una gara di regolarità a media impegnativa e leggendaria, iscritta a calendario internazionale Fia 2019. Italiani in gara? Tantissimi! Basti pensare che solo la Scuderia Milano Autostoriche ha iscritto al “Monte” ben 18 equipaggi.

Partenza e sfilata in Duomo. Il programma del Monte-Carlo Historique prevedeva l’arrivo e l’esposizione delle auto da giovedì 31 gennaio in via Senato 10, all’interno dei chiostri del Palazzo del Senato. Ieri, dalle ore 15:00, l’area espositiva dei Chiostri è stata letteralmente presa d’assalto dal pubblico appassionato, che ha potuto così ammirare i novanta gioeilli pronti a percorrere oltre 900 km tutti d’un fiato per arrivare alla partenza della rievocazione storica del rallye. Poco distanti, le quasi 60 storiche sportive che hanno sfilato come Tribute, per festeggiare i 115 anni dell’ACI di Milano e che dopo la sfilata in passerella si sono dirette verso l’autodromo di Monza. Tra queste, anche la pluridecorata Lancia Delta Integrale con Miki Biasion al volante.

Un parterre du roi. Numerose le “chicche” presenti a questa edizione del Monte-Carlo Historique, dalle Lancia Stratos (ben 2), che i francesi soprannominarono “la bete a gagner”, la “bestia da battere”, dominatrice assoluta non solo del Monte-Carlo ma anche dell’intero mondiale nel triennio 1974-76, diverse Alpine-Renault A110 (vincitrice dell’edizione 1971 e presente anche con la nuova berlinetta Alpine, sponsor con MaFra dell’evento), una Fiat 131 Abarth, che Walter Röhrl portò sul gradino più alto del podio nel 1980 facendo suo anche il Mondiale Rally alla fine della stagione, diverse Porsche 911, che nel 1968 sul Col du Turini non conobbero rivali. Ma la più fotografata è stata sicuramente una Austin Cooper S, la mitica “Mini” che nel 1964 con Paddy Hopkirk conquistò un inaspettato successo facendo letteralmente impazzire le concorrenti. Tutte in assetto “da guerra”, perché il “Monte” storico è sì una gara di regolarità, ma mantenere i 50 all’ora di media sulle strade di montagna con pochissime soste, probabile tanta neve e per quasi una settimana non è impresa da piloti normali. Bisogna avere il fisico. Ecco perché questo evento rimane uno dei più belli da fare e da vincere. Uno solo sui 330 iscritti avrà la meglio alla fine. Speriamo in un bis made in Italy, dopo il successo lo scorso anno della Lancia Fulvia coupé di Gianmaria Aghem.

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