Pur con tutte le sue contraddizioni ed esiti a volte discutibili, non c’è dubbio che il fenomeno del restomod sia una delle novità più rilevanti nel mondo delle classiche. C’è però chi segue una strada opposta, ovvero partire da un’auto contemporanea e modificarne il look per celebrare delle icone del passato: in questo caso lo scopo è chiaro, ovvero garantire una meccanica raffinata e affidabile, oltre a comfort, prestazioni e affidabilità.
Dal 2017 a oggi, specializzati in repliche
Era il 2017 quando la carrozzeria Stärke Motor Company, con sede nel Missouri, presentò la sua prima replica della Porsche 356 Speedster, basata sulla Boxster di prima generazione e ora, a quasi 10 anni di distanza, ha rilanciato con una trasformazione che parte dalle 718, Boxster ma anche Cayman. Quasi contemporaneamente, Signature Autosports, azienda del North Carolina, ha battezzato la 387 Speedster Heritage che riprende proprio la Boxster del 1996 abbandonata dalla Stärke.
Pannelli fatti a mano
Uno dei problemi principali che la Stärke ha dovuto risolvere, adattando il telaio e la meccanica della 718, è stato quello delle proporzioni, date le dimensioni maggiori rispetto alla 356 Speedster originale. Basta fare due calcoli: 4,38 metri di lunghezza rispetto a 3,9 e 1,80 di larghezza rispetto a 1,60 e si capisce che rimodellare i pannelli della carrozzeria – molti sono fedeli riproduzioni di quelli originali – è stato un complesso gioco di precisione per riuscire a evocare lo spirito della classica Speedster. Se la vista laterale non riesce a nascondere i volumi diversi, così come le prese d’aria, molto più convincenti sono quella anteriore e posteriore, mentre i cerchi cromati lucidi, una concessione al gusto americano, stonano con lo spirito della vettura, parzialmente recuperato in alcuni dettagli come gli specchietti retrovisori.
La meccanica Boxster è totalmente originale
Tutto invariato invece a livello meccanico, e si può scegliere indifferentemente, come auto donatrice, la turbo con motore da 2.0 o 2.5 litri oppure quella con l’aspirato da 4.0 litri. Si può dire la stessa cosa anche dell’abitacolo, dove l’unico intervento della Stärke è la rimozione del logo Porsche dal volante – come da qualsiasi altra parte dell’auto – anche se, volendo, si possono scegliere materiali e tinte aftermarket per personalizzare il proprio esemplare. Per esempio, i colori per la carrozzeria sono praticamente illimitati, sempre che si sia disposti a pagare un minimo di 135 mila dollari per il lavoro di conversione completa del proprio esemplare. L’alternativa è lasciar fare alla Stärke, che provvederà a fornire l’auto donatrice e si occuperà della trasformazione a partire da 189 mila dollari.
Dettagli filologici ma anche moderni
La 387 Speedster Heritage della Signature Autosports (che ha a catalogo anche restomod su base Land Rover Discovery) parte dalla Boxster 987 introdotta nel 2005, ma volendo si possono utilizzare anche esemplari della prima generazione del 1996, la 986. Per tutte, viene realizzata una carrozzeria di fibra di vetro completamente personalizzata, che riprende le linee fluide della 356 Speedster e che, a differenza della versione della Stärke, maschera le prese d’aria laterali con due più discrete griglie, per mantenere la purezza della silhouette originale. Non mancano anche in questo caso le finiture cromate, mentre sia i fari anteriori che quelli posteriori, pur identici agli originali, sono a LED e lo spoiler posteriore a scomparsa è stato mantenuto. Non sorprende che, anche all’interno, il layout sia il medesimo della Boxster di partenza, personalizzabile volendo anche con tessuti dell’heritage Porsche come quello Pepita. Per quanto riguarda i prezzi, la 387 Speedster Heritage parte da 199.950 dollari, auto donatrice inclusa.