Tempo fa erano emersi i primi teaser dell’azienda inglese che ha dato vita a questo progetto, ma ora sono finalmente uscite le immagini ufficiali della Encor Series 1, un’interpretazione in chiave moderna della Lotus Esprit, che quest’anno ha festeggiato 50 anni dalla sua presentazione al Salone di Parigi.
Bianca come quella di James Bond
La scelta del colore bianco omaggia quella che forse è la più famosa tra tutte le Esprit, ovverosia quella utilizzata da James Bond in “Agente 007 – La spia che mi amava” del 1977. Un vero salto generazionale per l’agente segreto più famoso del mondo, con un’auto-sottomarino rispetto a una “banale” Aston Martin DB5 con sedile eiettabile. Inoltre, a metà anni 70, la linea a cuneo bassa e pungente della Esprit aveva fatto scuola, conquistando numerosi clienti e consegnando al mito la Lotus più veloce di tutte. Adesso viviamo in tempi in cui i miti contemporanei latitano e sempre più spesso ci si affida al revival di icone del passato per scaldare il cuore degli appassionati, vedi il caso della Encor Series 1.
Carbonio e LED ma con moderazione
La novità più eclatante è che la carrozzeria è di carbonio, ma conserva praticamente in modo integrale le forme disegnate da Giugiaro, con pochi dettagli concentrati soprattutto nel muso e nella coda, pensati per trasportare nel futuro la Esprit. Sono i gruppi ottici i grandi protagonisti, con quelli posteriori che riprendono concettualmente lo sviluppo orizzontale, ma sono decisamente più sottili e a LED, stessa tecnologia di quelli – anch’essi ultracompatti – inseriti in sottili alloggiamenti a scomparsa, perché una Esprit senza fari a scomparsa non sarebbe la stessa cosa. Molto pronunciato anche lo spoiler anteriore mentre è molto pulito e lineare il disegno dell’estrattore che accoglie i due tubi di scarico.
Classico e moderno in simbiosi
I cerchi in lega sono un misto tra quelli della vecchia S1 e quelli della successiva Sport 350, mentre per gli interni si passa dal rivestimento tartan dei sedili – decisamente old style – alla scelta di mantenere per quanto possibile il design dell’epoca modernizzando i materiali. Ecco allora la plancia, realizzata da un unico blocco di alluminio che racchiude un display digitale dalla grafica semplice e di stile analogico, e il cambio, manuale a cinque marce messo a punto dalla Quaife che ora presenta rapporti rivisti, un albero più robusto, una frizione a doppio disco e un differenziale autobloccante.
Oltre 400 CV e quasi 500 mila euro
La parte meccanica invece, dato che questa Encor Series 1 ha il look di una S1 ma nasce da un telaio della Esprit V8 della fine degli anni 90, parte proprio da quel motore, completamente ripensato a partire da pistoni forgiati, iniettori maggiorati, turbine e intercooler moderni e scarico di acciaio inossidabile. Il risultato sono 406 CV, che, con un peso inferiore a 1.200 kg, consentono di passare da 0 a 100 km/h in circa 4 secondi, per una velocità massima di oltre 280 km/h. Le sospensioni sono quelle della Sport 350, le pinze freni sono AP Racing e ne saranno costruite solo 50, ciascuna a partire da 430 mila sterline (poco meno di 500 mila euro) più tasse e la necessaria Esprit donatrice. Le consegne inizieranno nella prossima primavera.