Diritto all'oblio

Diritto all'oblio
21 agosto 2018

Renault 11, berlina parlante dimenticata troppo in fretta

La Renault 11 nasce con una missione per niente facile visto che il modello di cui deve prendere il posto è stato, commercialmente parlando, un mezzo disastro. Dimenticare la 14. La linea, per la verità moderna e scultorea, non viene capita ma il vero disastro lo combina una campagna pubblicitaria che la paragona a una pera. Aggiungete che la parte più tradizionalista della clientela non va esattamente in brodo di giuggiole sapendo che il motore è lo stesso della Peugeot 104 e che è montato, per la prima volta su una Renault, in posizione trasversale invece che longitudinale. Il che significa più spazio a bordo ma anche un angolo di sterzo meno vantaggioso. Già nel 1981 alla 14 viene affiancato un nuovo modello, la 9, che andando controcorrente rispetto alle richieste del mercato propone una carrozzeria a tre volumi tanto equilibrata quanto anonima.  Una 9 travestita. La 11, che segue due anni e mezzo più tardi, fa calare definitivamente il sipario...
Marco Visani
Diritto all'oblio
14 agosto 2018

Talbot Solara, non proprio "freschissima"

Faire du nouveau avec du vieux, dicono i francesi: riciclare qualcosa di vecchio presentandolo come nuovo. Nel caso della Talbot il nuovo è la Solara, presentata ad aprile 1980; il vecchio, la 1510 di cui è a tutti gli effetti la versione a tre volumi. In senso stretto, la 1510 vecchia non lo è affatto, visto che è stata presentata sette mesi prima. Ma siccome, a sua volta, altro non è se non un timido restyling della precedente 1307/8/9, classe 1975, non si può nemmeno catalogare come "freschissima". Ritorno al classico. Ci sono due questioni, intorno all’operazione Solara: all’alba degli Anni 80 le berline "aerodinamiche" a due volumi stanno passando di moda e il pubblico sta riscoprendo le tre volumi. E c’è appena stato (a luglio 1979) il passaggio della Simca dalla Chysler al Gruppo PSA, che ha avuto la malaugurata idea di cambiarle il nome in Talbot. Nulla di meglio, per presentare ai mercati questa nuova - strana -...
Marco Visani
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06 agosto 2018

Renault 6, poco coraggiosa

Maurizio Schifano
Diritto all'oblio
30 luglio 2018

Lancia Beta Trevi, tre volumi incompresa

Trasformare una berlina a due volumi in una a tre. Solo per citare i casi più noti, nel 1976 lo aveva già fatto la Volkswagen con la Derby, derivata dalla Polo, e nel 1979, con la Jetta, derivata dalla Golf; entrambe giustamente da dimenticare o quasi. In casa Lancia, nel 1982 sarebbe arrivata la Prisma, derivata dalla Delta. Nel 1983 la Fiat, per non essere da meno, avrebbe lanciato la Regata, derivandola dalla Ritmo. Risultato opinabile. Insomma l’operazione, in quegli anni sembrava lecita, seppure non sempre riuscita; così, sulla base della Beta, nasce la Lancia Beta Trevi, lanciata al Salone di Torino del 1980. Il risultato non è dei migliori, come evidenzia anche Quattroruote nella Prova su strada a confronto con la Mercedes-Benz 200, pubblicata nel luglio 1981: “Non si può dire che l’operazione sia completamente riuscita. Proprio la parte posteriore della vettura dà evidenza a scompensi; è mal disegnata e contrasta con la parte anteriore (piuttosto filante)”. Con la...
Maurizio Schifano
Diritto all'oblio
12 luglio 2018

Renault 30, ammiraglia a metà

Maurizio Schifano
Diritto all'oblio
04 luglio 2018

Opel Senator, un'ammiraglia dimenticata troppo in fretta

Sul finire degli anni 70 la Opel lancia una nuova ammiraglia, la Senator. La linea poco personale e la ristretta offerta di motorizzazioni ne pregiudicheranno inesorabilmente il successo. Oggi la ricordiamo così.  Dal secondo dopoguerra in poi, la reputazione della Casa del Fulmine si era costruita sull’immagine rassicurante delle solide e affidabili berline medie Olympia Rekord e Rekord. Le ammiraglie a 6 cilindri Kapitän e Admiral avevano, tutto sommato, riscosso un successo limitato quasi esclusivamente alla Germania. Le ancor più ambiziose Diplomat con motore V8, poi, avevano nettamente fallito la sfida contro la concorrenza delle omologhe BMW e Mercedes. Una nuova ammiraglia. Nel 1977 la Casa di Rüsselsheim fa un passo indietro e presenta la nuova ammiraglia Senator; un passo anche prudente, perché, al contrario della Kapitän, della Admiral e della Diplomat, la Senator non può più contare su una sua scocca specifica, ma su una scocca derivata da quella Rekord, con il solo allungamento del passo (di 1,2 cm)...
Maurizio Schifano
Diritto all'oblio
13 giugno 2018

Alfa Romeo 90: meccanica classica e stile moderno

Nel 1982 l’Alfetta, per quanto ancora stimata dagli appassionati, appare ormai datata sia nell’estetica e negli allestimenti. L’Alfa Romeo decide quindi di svilupparne un’erede. Viene varato il progetto K2, che due anni dopo darà origine all’Alfa 90. Presentato al pubblico nell’ottobre 1984, questo nuovo modello del segmento E ha come compito principale quello di dare alla Casa di Arese una nuova immagine di costruttore di berline di un certo prestigio, con prestazioni elevate ottenute nella massima sicurezza. In tal modo, essa potrà ampliare la sua clientela e potrebbe anche contrapporsi validamente alla concorrenza straniera, che in quel segmento vede come leader soprattutto BMW. Si vuole quantomeno arginare la penetrazione del costruttore bavarese nel mercato italiano. Un'Alfetta aggiornata. L’urgenza del momento impone di semplificarne al massimo lo sviluppo, tanto più che l’impostazione meccanica transaxle dell’Alfetta appare ancora valida e attuale. Perciò, sviluppata in soli 30 mesi, l’Alfa 90 eredita dall’Alfetta il pianale in toto, con le stesse misure di passo e...
Maurizio Schifano
Diritto all'oblio
18 maggio 2018

Austin Montego, chi se la ricorda?

Originale ed elegante al punto giusto, la Austin Montego, nell’aprile del 1984 quando viene lanciata, si mostra più accattivante delle sue concorrenti dirette sul mercato britannico, ovvero la Ford Sierra e la Vauxhall Cavalier. Penalizzata dalle scarse capacità industriali e finanziarie della British Leyland, ma anche da una scarsa qualità costruttiva e da problemi di affidabilità, non avrà però lo stesso successo. L’ambizioso progetto LC10, dal quale, con non pochi ripensamenti, avrebbe avuto origine questo modello era partito addirittura nel 1975, quando alla British Leyland si erano resi conto che la berlina media Princess, lanciata solo un anno prima e caratterizzata da un’estetica troppo “moderna”, che però stava già stancando il pubblico, non aveva avuto il successo sperato. Per ottimizzare i costi, allo scopo pure di rimpiazzare non solo la Princess ma anche la Morris Marina, il progetto LC10 si era ben presto sdoppiato nei due progetti LM10, dal quale sarebbe nata la due volumi Maestro, ed LM11, che avrebbe...
Maurizio Schifano
Diritto all'oblio
12 maggio 2018

604, la grande Peugeot

Con la 604, presentata al Salone di Ginevra del 1975, la Peugeot, nell’ambito di una politica d’espansione della gamma ormai quasi obbligata, torna nel comparto delle ammiraglie dopo quarant’anni. In un'epoca totalmente diversa e senza l’esperienza tecnica delle sue concorrenti, meno consolidata in questo segmento di mercato, la Casa di Sochaux si muove in un campo minato. La clientela, per un modello del genere, è tutta da ricercare e la crisi petrolifera, che fa sentire ancora i suoi effetti, ostacola in tutta Europa le vendite delle vetture di grossa cilindrata. L’approccio quindi è prudente, ma non proprio felice; a cominciare dalla scelta del motore, il V6 PRV di 2664 cm³ nato nei primi anni Settanta dall’accordo con Renault e Volvo, che ha un funzionamento atipico, perché inizialmente era stato progettato per essere un V8 e perciò risulta piuttosto “ruvido” nell’erogazione e “vuoto” ai bassi regimi. Con linee squadrate e semplici, quasi anonime, una lunghezza di oltre 4,70 metri e un peso...
Redazione Ruoteclassiche
Diritto all'oblio
27 aprile 2018

Principessa decaduta

Primavera 1975, il mercato dell’auto britannico saluta l’arrivo della nuova Princess 1800 - 2200, già presentata all’edizione precedente del Salone di Francoforte, ma non ancora commercializzata. La macchina parte allo sbaraglio, nel senso che il gruppo British Leyland, come spesso accadeva in quel periodo pure fra le altre Case del panorama motoristico inglese, fa una mossa quanto meno discutibile: lancia il nuovo modello orfano di marchio. Per quanto vada a sostituire le vecchie Austin e Morris 1800 - 2200, la Princess non sarà né Austin né Morris, ma Princess tout court… La linea a due volumi e cuneiforme non è (fortunatamente) imparentata con quella del vecchio modello e risulta moderna ed equilibrata, per quegli anni. La 1800 ha quattro fari tondi, mentre la 2200 ne ha due trapezoidali, meno efficienti; e non si capisce perché, visto che è la versione top. Entrambe le cilindrate sono disponibili in allestimento standard o lusso. La 2200 ha di serie il servosterzo - optional...
Redazione Ruoteclassiche
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