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02 luglio 2018 | di Gaetano Derosa

Vernasca Silver Flag, un’edizione da applausi

Penso che un sogno cosìnon ritorni mai più, mi dipingevo le manie la faccia di blu”. E di blu si è tinta anche la Vernasca Silver Flag, che quest'anno ha celebrato le auto francesi e le corse e ha regalato un sogno a migliaia e migliaia di appassionati accorsi in Val d’Arda per assistere all’evento.

Al via 220 autentici gioielli, accuratamente selezionati dal Cpae, a formare un museo viaggiante mai così attento a raccontare tutta la storia dello sport su quattro ruote. La più datata è la Peugeot del 1892, la prima auto a essere immatricolata in Italia.

Le leggende del volante. La più giovane, invece, è la Dallara Cetilar che ancora porta sulla carrozzeria i segni dell’ultima partecipazione alla 24 ore di Le Mans. La “Silver” non è una gara, ma l’aspetto dinamico consente di ricreare l’atmosfera delle “vere” competizioni. È questa la magia dell’evento, capace di emozionare non solo il pubblico ma anche i concorrenti. Tra i nomi illustri che sono stati premiati Arturo Merzario, con l'Alfa “ufficiale” del Museo di Arese, Bernard Darniche, che ritrova la “sua” Lancia Stratos, Jurgen Barth, che impugna il volante della Porsche 911st 2.5 con cui si impose a Le Mans, il rallista Chicco Svizzero, Giorgio Senargiotto che risale, stavolta senza rincorrere il record sul giro, sulla Dallara e Franco Picco, icona del motociclismo che per la “Silver” si siede nell’abitacolo di una Renault 4 identica a quella che corse la Parigi Dakar.

Best of Show a un'Alfa Romeo. E poi Franco Breschi, vincitore con la sua Lola T 292 del prestigioso Trofeo Tag Heuer, il premio più importante della Silver, che con la sua auto “sport” ha corso circa centocinquanta gare in salita, aggiudicandosi venti assoluti e imponendosi nella propria classe in un centinaio di occasioni. “Da qualche anno non partecipo più alle gare di velocità. Qui rivivo le stesse emozioni. La Vernasca è, per me, dal 2001 un appuntamento irrinunciabile”. Il Best of Show tra le dopoguerra è andato alla all’Alfa Romeo 2000 Sportiva di Alex Marx, una dei due esemplari costruiti, una vettura che il collezionista svizzero “ha fatto sua” dopo quasi trent’anni di corteggiamento.

Le altre premiate. Nelle ante 1945, invece, il Best of Show è stato assegnato alla Isotta Fraschini FENC del 1908 di Girolamo Saccardo. Si tratta di uno dei cinque esemplari esistenti al mondo, per di più arrivato fino a noi in stato di conservazione nonostante oltre un secolo di vita. I trofei Asi sono stati assegnati alla Tecno formula 1 di Carlo Steinhauslin (miglior restauro) e alla Bugatti 35A Di Paolo Luciano Venturelli (miglior conservazione). Infine il premio “Paolo Lanati” per la soluzione tecnica più raffinata, assegnato alla Panhard Dyna Sport X86 di Uberto Pietra. Ma il vero successo è quello degli organizzatori del Cpae, ancora una volta capaci di “rinnovare” la Vernasca e di richiamare in Val d’Arda i più importanti collezionisti del mondo “. Perché il “sogno ritorni” (sconfessando Modugno) occorrerà aspettare dodici mesi, fino alla prossima Silver Flag.

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