Sul mercato francese è diventato sinonimo di piccola multispazio. Nel 1996 la comparsa della Citroën Berlingo aveva rivoluzionato il mondo dei commerciali leggeri e delle monovolume, ponendosi a cavallo tra le due categorie. Era infatti il primo veicolo con il vano di carico senza soluzione di continuità con la cabina e uno spazio interno altamente configurabile, come monovolume.
La storia
Nell’arco di tre generazioni (la M49 originaria con il suo restyling M59 del 2002, la B9 del 2008 e la K9 uscita nel 2018), la Berlingo ha sempre avuto un mercato diviso equamente tra multispazio e fourgonnette: sono stati costruiti a oggi 2,1 milioni di esemplari immatricolati autocarro e altrettanti con omologazione vettura. Nel tempo ha visto l’introduzione della seconda porta scorrevole laterale sul lato guida, dell’abitacolo Extenso per le versioni van (comparso nel 2008, permette di trasportare tre persone in cabina grazie al sedile destro doppio, il quale può pure essere abbattuto per fare spazio a carichi lunghi grazie alla paratia apribile), dei tre sedili posteriori singoli e abbattibili, dei gavoni di stivaggio Modutop sul tetto e infine della versione a sette posti.
Un nome antico
Il suo nome deriva dall’internazionalizzazione della grafia di un tipo di carrozzeria francese in voga negli anni 20: la berlingot, berlinetta con abitacolo ridotto che ricordava le forme di una celebre caramella cubica, il Berlingot de Carpentras. Il multispazio Citroën, però, è tutt’altro: una due volumi con l’abitacolo configurabile come una monovolume, nello spirito delle versioni commerciali di molte auto francesi (e persino di alcune Fiat per quel mercato, dalla 509 all’abortita 700 degli anni 30), era pensato per l’artigiano che vi lavorava dal lunedì al venerdì e il fine settimana lo usava per la famiglia. Rispetto ai classici “cuboni” come il C15 che la Citroën aveva derivato dalla Visa nel 1984 o il suo antenato 2CV AZU del 1954, non dava ai passeggeri l’impressione di viaggiare seduti nel vano di carico.
Dai prototipi all’elettrico
Il design è del centro stile del Double Chevron, diretto all’epoca da Arthu Blakeslee; delle linee si era occupato Donato Coco (C3 Pluriel, Ferrari F430, Lotus Evora). Al momento del lancio, Bertone aveva collaborato alla realizzazione di tre one-off su base M49: la Coupé de plage, crasi fra un pick-up e una spiaggina sempre nello spirito del multispazio da lavoro e tempo libero, la Bulle poi realizzata da Heuliez – rivisitazione del Berlingo in chiave utilitaria a due volumi dalle forme che ricordavano una bolla – e la Grand Large che anticipava le versioni multispazio. Un ulteriore versione speciale della furgonetta, prodotta in piccola serie, ha visto nel 2016 la collaborazione della maison Colette. La Colette era elettrica, ma le trazioni alternative sono antiche quasi come il Berlingo: nel 1997 era stata prodotta in collaborazione con lo specialista Venturi una serie di furgoni a batteria, acquistati soprattutto dalla Pubblica amministrazione tra cui le Poste.