Settantacinque anni di storia condivisa, tra servizio istituzionale e passione automobilistica, trovano sintesi in un libro dedicato al rapporto tra Alfa Romeo e l’Arma dei Carabinieri. Un sodalizio che attraversa decenni e modelli diventati parte dell’immaginario collettivo italiano. Il volume “Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese” è stato presentato nell’area “Bellezza” del Museo del Biscione, ad Arese, accanto a due vetture che illustrano la parabola di questa collaborazione: la 1900 M “Matta” del 1951, prima Alfa in livrea dell’Arma, e la performante Giulia Quadrifoglio, oggi impiegata nei servizi speciali.
Un lungo racconto
Il libro ripercorre le tappe principali della collaborazione iniziata nel secondo dopoguerra, quando le Alfa Romeo iniziarono a entrare in servizio nell’Arma. Da allora, le vetture del Biscione hanno accompagnato generazioni di carabinieri nelle attività quotidiane, diventando simbolo di efficienza e presenza sul territorio.
Modelli e memoria
Ampio spazio è dedicato ai modelli che hanno segnato questa storia, in un percorso che unisce evoluzione tecnica e trasformazioni del Paese. La Giulia, in servizio dal 1963 al 1968, con la quale nasce la “Gazzella” del Nucleo Radiomobile e poi l’Alfetta 90, 75, 155, 156 e 159, fino a Giulietta, Giulia e Tonale. Auto che non sono solo mezzi operativi, ma veri e propri testimoni del tempo.
Immagini e documenti
Fotografie d’epoca, materiali d’archivio e contributi iconografici costruiscono un racconto visivo che affianca quello storico. Il risultato è un’opera che non si limita alla celebrazione, ma restituisce il senso di un legame profondo tra industria e istituzioni.
Gli autori
Il volume, pubblicato da Giunti e Giorgio Nada Editore è firmato da figure che conoscono a fondo il tema e la storia dell’automobile: i testi sono di Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio, mentre le fotografie di Alessandro Barteletti e Paolo Carlini, quest’ultimo autore di numerosi scatti e copertine di Ruoteclassiche, la cui esperienza contribuisce a valorizzare l’iconografia del libro.
Le dichiarazioni
“Alfa Romeo è parte della memoria collettiva del nostro Paese, così come lo sono i Carabinieri. Due simboli diversi, ma uniti da una storia fatta di passione, disciplina, dedizione e velocità al servizio del bene comune”, ha dichiarato Santo Ficili, Ceo di Alfa Romeo e Coo di Maserati. “Il rapporto tra l’Arma dei Carabinieri e Alfa Romeo, come emerge chiaramente anche da questo volume, è cresciuto ben oltre una dimensione commerciale, fino a configurarsi come un autentico cammino comune fondato sulla fiducia reciproca e sul servizio al Paese”, è stato invece il commento del generale Salvatore Luongo, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri.