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Capolavori dei battilastra, una mostra da non perdere

Gli scultori della velocità e il sogno di Leonardo da Vinci” è stata inaugurata con un colpo di martello. Sì, proprio così, come aveva fatto Michelangelo con il suo Mosè, pretendendo di sentire la sua voce. In questo caso è stato il mitico Afro Gibellini, battilastra con 90 primavere all’attivo, alle prese con un parafango da modellare, così come si faceva già agli inizi del secolo scorso in tutte le più importanti carrozzerie italiane. La rassegna nasce dalla volontà di due appassionati doc: Jean Marc Borel, che con la Collezione ModenArt eleva le scocche di alluminio battute a mano e i “filoni di ferro” che ne costituirono i modelli in scala reale, al rango di vere opere d’arte e Mauro Bertoli, curatore della mostra, che ha usato tutta l’energia della propria passione perché questo evento divenisse realtà.

Profondo valore artistico

Nel discorso di apertura è stato sottolineato il profondo valore artistico e sociale di questa iniziativa e il perché sia stata scelta la città cuore del Rinascimento, per far capire quale sia stata l’importanza di creare una tecnica che ha unito arte e maestria realizzando auto da competizione in modo diverso e unico, un vero e proprio fiore all’occhiello dell’Italia motoristica in tutto il mondo. Ma non solo scocche d’autore: in un percorso unico, si vive in un mondo capace di documentare come la sapienza manuale degli armaioli fiorentini del 1400, l’intuizione di Leonardo da Vinci di utilizzare una carica di energia per muovere un carro, la deduzione di Barsanti e Matteucci di produrre questa energia attraverso la combustione controllata e la capacità dei maestri battilastra modenesi di dare magnifica armonia alla leggerezza delle più famose auto sportive, che convivono in un risultato fantastico e irripetibile.

Capolavori senza tempo

I 15 straordinari esemplari della Collezione ModenArt in esposizione sono frutto del lavoro meticoloso creato nelle officine di Scaglietti, Fantuzzi e Sports Cars a partire dagli anni 50 del secolo scorso e che, oggi, vengono ammirate come autentiche opere d’arte. Tra le protagoniste assolute della Sala delle Carrozze, la Ferrari 250 GTO del 1962, icona di design funzionale e regina delle corse nella categoria Gran Turismo. Il viaggio esperienziale rende omaggio anche allo storico arrivo in parata della 24 Ore di Daytona 1967, con le imponenti Ferrari 412P, P3/4 e P4 che dominarono la gara proprio a casa della rivale Ford. Alcuni degli artisti, oltre al Gibellini, sono Giancarlo Guerra, Fernando Baccarini, Oriello Leonardi. “Abbiamo voluto creare un ponte temporale di oltre 500 anni”, ha spiegato Bertoli appena dopo il taglio del nastro, “partiamo dalla protezione del cavaliere nel 1400 e arriviamo al motore di Barsanti e Matteucci, passando per l’immaginazione di Leonardo. I battilastra sono i custodi di questa eredità italica: senza quel sapere antico, il sogno della velocità non avrebbe mai avuto le forme straordinarie che oggi tutto il mondo ammira”.

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