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Fiat 131 Racing, alla ricerca della sportività

La 131 Racing viene ideata con l’intento di ravvivare la gamma e rappresentare un modello dall’indole sportiveggiante. All’atto pratico, non riscuoterà il consenso sperato

A fine anni settanta, più precisamente nel 1978, la Fiat progetta la 131 Racing, inedita declinazione che, come suggerisce il nome, pone l’accento sull’aspetto sportiveggiante. In questo periodo la 131 rappresenta ormai un modello cardine nella produzione del marchio italiano: l’auto viene infatti prodotta in molteplici versioni, dalla 1300 cc monoalbero due porte alla quattro porte Supermirafiori 1600 cc bialbero. Così, sfruttando la notorietà della 131 nelle competizioni, impegnata con brillanti risultati nei rally, la Fiat presenta la 131 Racing, con carrozzeria berlina a due porte.

Legami tecnici. Una peculiarità del nuovo modello consiste nella meccanica derivata da quelle delle berline convenzionali di serie. Il suo motore è il noto due litri bialbero (115 cv) del Gruppo. Praticamente lo stesso montato sulle 132 e sulle Lancia Beta. Al suo fianco la trazione posteriore e un cambio manuale, a cinque rapporti. Sotto il profilo estetico risultano evidenti fin dal primo sguardo i grossi paracolpi, con spoiler anteriore, e la calandra sportiva, con doppi proiettori. Un look completato da una livrea dedicata, abbinata alla presenza dello specchietto retrovisore anche a lato passeggero. Gl’interni sfoggiano invece un nuovo volante, a due razze, e una strumentazione derivata direttamente da quella della 131 Supermirafiori. Nel complesso, la 131 Racing, si può definire come un progetto nato con buoni intenti, ma non in grado di entusiasmare particolarmente il pubblico.

La prova di Quattroruote. La prova effettuata dalla “nostra” rivista si potrebbe riassumente con un “bene, ma non benissimo”.  Stando a quanto riportato dal nostro collega, se i colori e la formula della carrozzeria sono tutto sommato accettabili, certe scelte stilistiche come la calandra forata risultano decisamente criticabili e non conferiscono la desiderata immagine sportiva. Tali considerazioni valgono anche per l’interno: i sedili sono alti e a volte i piloti toccano il padiglione con il capo e anche la corona del volante con le gambe. Il resto degli allestimenti riprende l’impostazione della Supermirafiori, con il vantaggio di avere tutti i comandi ben raggruppati e vicini al pilota. Il motore costituisce la parte migliore, anche se in realtà non ha avuto alcun intervento di sportivo. È un motore pronto a salire di giri, dotato di una buona coppia. Il cambio a cinque rapporti con una corta leva verticale è ben collocato. Si distingue per innesti precisi e marce ravvicinate. Le altre caratteristiche della Racing, tuttavia, non seguono le buone intenzioni del motore. Lo sterzo, per esempio, mantiene il comportamento già poco apprezzato sulla Supermirafiori. Pesante in manovra, poco pronto e non molto preciso. Anche i freni dovrebbero essere migliorati: poco modulabili e con scarsa resistenza alla fatica. In curva le sospensioni -soprattutto quelle posteriori – non appaiono come le più adatte per una vettura del genere. Il giudizio conclusivo, poi, non lascia spazio a dubbi interpretativi: “se gli appassionati si attendevano una nuova e più economica versione dell’ottima 131 Abarth, la Racing forse deluderà le loro aspettative”.

La quotazione attuale. La Fiat 131 Racing (1978-1981) attualmente ha una valutazione che può variare da un minimo di 5500 a un massimo di 16500 euro, per un modello perfette condizioni o completamente restaurato.

Diteci la vostra. A questo punto la parola passa a voi, perché siamo curiosi di conoscere la vostra opinione in merito alla 131 Racing. Vi piace? In quel periodo l’avreste comprata oppure avreste optato per una versione maggiormente convenzionale? Fatecelo sapere attraverso i commenti qui sotto. Inoltre, se avete una storia originale sul suo conto, potete scriverci una mail all’indirizzo di posta redazione@ruoteclassiche.it.

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