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I 60 anni della Lamborghini Miura celebrati a Vicenza

A Vicenza Classic Car Show i riflettori si accendono sulla Lamborghini Miura, protagonista di uno spazio che ne celebra i sessant’anni. Considerata la capostipite delle moderne supercar, la sinuosa coupé rivive nel padiglione 7, dove i visitatori, dal 27 al 29 marzo, potranno riscoprire le origini di un’icona nata dalla visione di Ferruccio Lamborghini e dal talento di una giovane squadra di progettisti.

Il telaio che cambiò la storia

Al Salone di Torino del novembre 1965, un telaio nudo, realizzato di lamiera alleggerita con forature e dotato di un V12 da 3.9 litri montato in posizione centrale-trasversale, catturò l’attenzione del pubblico: era il frutto del “dopo lavoro” di un gruppo di ingegneri poco più che ventenni, tra cui Giampaolo Dallara e Paolo Stanzani, insieme a Marcello Gandini per quello che sarà il design della carrozzeria. Il progetto, denominato L105, segnò una svolta decisiva, trasformando la Lamborghini da produttore di eleganti granturismo in un innovativo atelier.

Tre versioni per una sola icona

La Miura, nome scelto dal fondatore e derivato dalla razza di tori da combattimento, nell’arco dei sei anni di produzione, dal 1966 al 1972, è stata realizzata in 782 esemplari suddivisi in tre evoluzioni, dalla P400 alla P400S, per finire con la SV. Con un cuore a 12 cilindri da 3.929 cm³ e potenze comprese tra i 350 e i 385 CV, la supercar stabilì nuovi standard per l’industria automobilistica. Alla rassegna veneta i visitatori potranno ammirare lo sviluppo del modello attraverso un telaio originale, testimonianza dell’ingegneria d’avanguardia dell’epoca.

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