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Jaguar C-Type Continuation: la vita ricomincia a settant’anni

Qualche purista del marchio di Coventry deve aver avuto bisogno dei sali nel 2014 per riprendersi dall’annuncio che Jaguar avrebbe costruito sei E-Type Lightweight secondo le specifiche dell’epoca. La questione poi è stata un po’ sdoganata, le “Continuation” sono state proposte anche da altri brand e la pietra dello scandalo atta a dividere l’opinione dei petrolhead classici è diventata la faccenda dei restomod.

Sono passati ormai sette anni, al marchio del Giaguaro si sono uniti anche Bentley, Aston Martin e Shelby in questo genere di operazione e la stessa Jaguar ha proposto anche una reissue della XKSS e della D-Type, tutte nel range di prezzo delle sette cifre e tutte rapidamente andate sold-out.

Ma facciamo un passo indietro allo scorso gennaio, quando durante i nefasti tempi di lockdown, Jaguar Classic Works ha annunciato la quarta “Continuation” della sua storia: in occasione dei suoi settant’anni, la prescelta è stata la C-Type. Otto esemplari costruiti sulle specifiche di quella che corse (e vinse) a Le Mans nel 1953. Otto mesi dopo, la “numero zero” è pronta a farsi ammirare nella splendida cornice del concorso di eleganza di Hampton Court Palace, al via il 3 settembre.

Forma e funzione Prodotta tra il 1951 e il 1953, la Jaguar C-Type era famosa per la sua forma eccezionalmente fluida, donatale da Malcolm Sayer, designer, esperto di aerodinamica e artista in forze alla Jaguar ed entrò negli annali per aver vinto contestualmente al suo debutto la 24 Ore di Le Mans, facendo registrare nel palmares Jaguar la prima di sette vittorie nella più estenuante delle gare di durata. Dal 1952 adotta poi l’innovativa tecnologia dei freni a disco nel mondo delle competizioni, una scelta pioneristica sviluppata dal marchio del Giaguaro con Dunlop. Se poi dietro al volante c’è un certo Stirling Moss, viene da sé la vittoria al GP di Reims e la partecipazione alla Mille Miglia dello stesso anno. Nel 1953, poi, la vettura vince nuovamente la 24 ore a Le Mans consacrando ufficialmente Jaguar nel mito delle corse.

Nativa digitale Ci sono voluti due anni di duro lavoro da parte di tutto il team coinvolto per arrivare allo straordinario risultato che sarà presentato domani a Londra: gli ingegneri di Jaguar Classic hanno focalizzato la loro attenzione sugli archivi Jaguar, incrociando successivamente i dati di riferimento di una C-type anni cinquanta con la più recente tecnologia CAD, per dare vita ad una nuova C-type più autentica possibile. L’accesso esclusivo ai disegni tecnici della Casa e a tutta la documentazione redatta dal team di tecnici che hanno sviluppato la C-type, compreso Malcolm Sayer, Responsabile competizioni della Lofty England, e gli ingegneri William Heynes, Bob Knight e Norman Dewis, assicura l’accurato mantenimento delle specifiche tecniche della vettura del 1953. Ogni proporzione ed ogni dettaglio del mezzo sono stati millimetricamente ricostruiti in un modello 3D-CAD.

La bellezza riunita Basta uno sguardo alla seducente carrozzeria disegnata da Malcolm Sayer per capire quanto meticoloso sia stato il lavoro degli ingegneri di Jaguar Classic Works: il corretto dimensionamento della carrozzeria, tutti i dettagli e le alterazioni estetiche e ingegneristiche, funzionali all’attività sportiva, sono stati curati in maniera quasi ossessiva. Basti pensare alle prese d’aria addizionali, aggiunte nella versione di Le Mans ’53 per far fronte ai problemi di surriscaldamento che costrinsero alla ritirata le tre C-Type in gara l’anno precedente, perfettamente ricreate.

Lo stesso ruggito Sotto il cofano, ora come allora, il sei cilindri in linea da 3,4 litri derivato dalla leggendaria XK, che eroga 220cv come quello di settant’anni fa ed è alimentato da tre carburatori Weber 40DCO3 dell’epoca, opportunamente ricondizionati. Solo per costruire il cuore pulsante di questa vettura occorrono nove mesi. Per quanto riguarda la trasmissione una pompa idraulica Plessey è stata inserita al fine di convogliare il liquido nel sistema frenante. E se è vero che il diavolo è nei dettagli, a Coventry deve fare parecchio caldo: nonostante già settant’anni fa non servisse a nulla, la C-Type ha nel serbatoio del liquido dei freni una staffa di supporto destinata ad un altro modello che, eppure, è stata riportata pedissequamente nella “Continuation”. Anche il telaio tubolare che caratterizzava questa vettura è stato ricostruito secondo le precise specifiche di quell’annata: nel 1953 infatti alcuni dei tubi d’acciaio che componevano il telaio erano stati assottigliati per risparmiare peso e questa edizione non fa certo eccezione: gli spessori non solo sono gli stessi, ma anche il metodo di costruzione, rigorosamente manuale, è il medesimo.

Quattro dischi dall’Inghilterra I cerchi a 60 raggi da 16 pollici celano l’innovazione che rese celebre la sportiva inglese: i freni a disco, sviluppati da Jaguar insieme a Dunlop, che – il caso volle – si trovava proprio nello stesso complesso industriale dove nascevano le vetture del Giaguaro a Coventry. È ormai certificato come siano stati proprio quei “quattro dischi” a decretare la vittoria della C-Type a Le Mans nel 1953, al punto da diventare poi uno standard progettuale nelle vetture sportive e da competizione degli anni successivi. Pinze, pastiglie e dischi sono costruiti rispettando le specifiche dell’epoca.

Start your engine! Nonostante l’impegno maniacale nel mantenere massima l’originalità, sono state altresì effettuate parecchie modifiche per ottenere l’omologazione FIA e rendere la C-Type Continuation ammissibile nelle competizioni per automobili classiche. Il serbatoio leggero in gomma originale lascia posto a un serbatoio moderno pensato per le competizioni (quindi dal peso ridotto) e sono stati introdotti l’estintore, cinture di sicurezza omologate ed approvate dalla FIA, protezioni removibili per il capottamento e interruttori a levetta. L’omologazione FIA comporta inoltre la possibilità di partecipare al Jaguar Classic Challenge che si corre in circuiti leggendari come Silverstone e Le Mans. Gli otto fortunati futuri acquirenti, saranno inoltre invitati a prendere parte ad un evento celebrativo ispirato alle corse sul circuito di Spa Francorchamps dopo il ritiro delle loro vetture, previsto nel 2022.

A misura di gentleman Attraverso un configuratore online appositamente progettato, per la prima volta Jaguar Classic è in grado di offrire l’opportunità, sia ai facoltosi clienti che potranno sborsare una cifra che realisticamente si avvicinerà ai 2 milioni di sterline, sia ai sognatori meno abbienti, di visualizzare in modo virtuale la propria C-type Continuation. Questo nuovo strumento, disponibile su classicvisualiser.jaguar.com, consente agli utenti di confrontare le varianti cromatiche e le diverse finiture disponibili tra le 12 autentiche tinte per l’esterno e le 8 colorazioni per l’interno. In aggiunta, sono disponibili le decalcomanie tonde in stile racing, lo stemma per il volante e quello per il cofano.

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