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Poltu Quatu Classic 2020: dove la Vita è tornata Dolce

La psichedelica Porsche 917 LH del 1970, eletta Best of Show in Costa Smeralda, spiega da sola lo spirito di Poltu Quatu Classic 2020

Non era né scontato né facile, eppure è andato tutto bene. Anzi, meglio. L’edizione 2020 di Poltu Quatu Classic, rimasta per mesi sospesa ai margini del periodo più cupo per gli eventi, alla fine è andata in scena lo scorso fine settimana, con appena sette giorni di ritardo rispetto alla data prefissata. Lo sforzo, ammettono gli organizzatori (Simone Bertolero di AutoClassic e lo staff di Between), è stato intenso, concentrato. Eppure, la voglia di #makeLaVitaDolceagain, l’hashtag ufficiale dell’evento coniato ben prima dell’emergenza Covid-19 da Ted Gushue, ha prevalso su tutte le complicazioni. Tanto che pare impossibile riassumere il lungo weekend in Costa Smeralda nel tempo esiguo di una lettura sul web. Ci proviamo.

L’atmosfera. Se l’idea era quella di mettere insieme 25 auto, beh… in “gara” se ne sono viste 38! Evidentemente, la voglia di esserci, di dimenticare il lockdown, di inaugurare – era ora – la più agognata delle stagioni estive, ha prevalso di brutto e poco importa se la macchina non era perfetta, pronta o impeccabile a prova di giuria. Il dubbio che a Poltu Quatu non si venga per il concorso, o comunque non solo per quello o per farsi guardare la macchina da una dozzina di esperti, in effetti viene, soprattutto quando leggi sul programma cose tipo “aperitivo in piazzetta a San Pantaleo”, “pomeriggio in spiaggia al Vesper Beach Club di Capriccioli” o “vip party al Grand Hotel Poltu Quatu”… 

Dora. Quello che magari non t’aspetti è che mentre sei lì che fai due chiacchiere col vicino di parcheggio, a un certo punto inizia lo show: la mano che regge il microfono è quella di Giorgetto Giugiaro, il telo arancione nasconde una concept mai vista: così, al tramonto, s’è consumata l’anteprima mondiale della Bandini Dora EV (che sarebbe dovuta essere al Salone di Ginevra, poi definitivamente cancellato), una “barchetta” lanciata nel futuro, desiderata e ostinatamente voluta da Michele Orsi Bandini, l’appassionatissimo nipote di Ilario Bandini, determinato a riportare in vita il marchio fondato dal nonno. Così, chiaramente come se fosse la cosa più normale del mondo. Ma non lo è.

Leggende. Altro momento fuori dall’ordinario, in spiaggia. Dove, tra le “distrazioni” locali e quelle tradizionalmente chiamate dall’organizzazione, l’attenzione era tutta per quella coppia di “giovani di lunga data” che se ne stava lì, in costume, a chiacchierare all’ombra. Uno pare fosse Valentino Balboni da Casumaro, l’altro era un francese, tale Gérard Larrousse. Chissà cos’avranno avuto da dirsi quei due… Vabbè, tagliamo corto e passiamo alle automobili.

Le Best of Class e oltre. Vince la categoria Racing Legends la Lancia Delta Integrale Safari del 1990 di Edoardo Schön; tre riconoscimenti, invece, nella categoria Mille Miglia Bond: la monumentale Alfa Romeo 6C 2500 Cabriolet Pininfarina del 1947 di Mattia Colpani vince il premio Best of Class, all’Osca MT4 del 1956 va il premio speciale della giuria e, infine, l’ambito Spirit of 1000 Miglia viene assegnato alla Lancia Lambda Casaro del 1927, targata FI 2, portata a Poltu Quatu da Enrico Bertone. La Lancia Aurelia B52 Roadster Vignale del 1953 di Paolo Caldini s’è aggiudicata la sua classe, La Dolce Vita, e il premio Sankt Moritz come auto più glamour dell’evento. Nella classe Forever Young ha primeggiato la Porsche Carrera GT del 2005 di Raul Marchisio, mentre tra le Wonderful Coupé il premio Best of Class è andato alla Ferrari 365 BB del 1974 di Roberto Fornaciari.

La Grande Sfida per il Best of Show. Grande Sfida annunciata e grande sfida per davvero lo è stata nell’ultima categoria in concorso, due automobili appena, ma che macchine, signori! A cominciare dalla straordinaria Ferrari 857 S Scaglietti del 1955 presentata al concorso dalla Brescia Classic Cars, eletta Best of Class a Poltu Quatu dopo che il lacerante urlo del suo quattro cilindri ha fatto da colonna sonora agli spostamenti dei partecipanti nel fine settimana sulle strade della Costa Smeralda. E poi, a transitare sul tappeto rosso, accompagnata dalla presentazione di Savina Confaloni e Simone Bertolero, l’altra super star del weekend: la Porsche 917 LH (coda lunga) del 1970 – telaio 043, seconda assoluta quell’anno con Willi Kauhsen e Gérard Larrousse – meglio conosciuta come la “Psychedelic Porsche”, che ha attraversato la piazzetta di Poltu Quatu guidata da… Gérard Larrousse in persona, 80 anni portati di slancio, che ha ricevuto la coppa del premio Best of Show di Poltu Quatu Classic 2020 direttamente dalle mani del presidente della giuria, Paolo Tumminelli.

Bene, anzi benissimo. È, all’indomani dell’atto finale di Poltu Quatu Classic, già tempo di pensare all’edizione 2021. E Simone Bertolero pare avere le idee già piuttosto chiare su dove portare il suo evento: “Stiamo già lavorando all’edizione del 2021 con un progetto ambizioso che coinvolgerà tutta la Costa Smeralda sul modello americano della Monterey Car Week. Poltu Quatu Classic diventerà l’atto finale di una serie di eventi dedicati al motorismo nella meravigliosa cornice della Sardegna più glamour, come lo è in America il Concorso di Pebble Beach e si svolgerà la prima settimana di giugno dopo il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este. La nostra classic week sarà un concentrato puro di bellezza e noi tutti crediamo che ‘la bellezza salverà il mondo'”. Non vediamo l’ora di ritrovarci a Poltu Quatu.

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