Un progetto unico nel panorama restomod: un’Audi quattro con carrozzeria di alluminio e meccanica derivata dalla RS4. Evidentemente un giorno, alla porta della Audacious – azienda inglese abbastanza misteriosa, visto che al di fuori di un profilo Instagram si sa ben poco – deve aver bussato qualcuno, evidentemente dotato di un conto in banca importante, con un dilemma esistenziale. Qualcosa del tipo “Amo l’Audi quattro ma vorrei che avesse le prestazioni e la dinamica di guida di un’auto moderna”. Forse espresso in modo più diretto e con un linguaggio più colorito e, a giudicare dal risultato, con la richiesta di dare vita a una Sport Quattro in chiave moderna.
Un mix di vetture e tanto alluminio
Il primo esemplare della Quattro di Audacious è infatti un prototipo realizzato su commissione con carrozzeria mista di acciaio e alluminio, anche se quelli di Audacious sembra abbiano nei piani futuri una produzione più ampia, con carrozzeria di fibra di carbonio. Lo stile della Sport Quattro è stato fuso con la meccanica di una RS4 della generazione B7, un lavoro più semplice a dirsi che a farsi e che ha richiesto la creazione di una nuova scocca, derivata da una vettura donatrice.
Meccanica e potenza moderne
Il primo pensiero che corre alla mente degli appassionati è che non c’è più il mitico 5 cilindri turbo che equipaggiava le Quattro, ma il V8 di 4.2 litri con 420 CV che, appunto, caratterizzava la più cattiva delle A4 della seconda metà degli anni 2000, accoppiato a un cambio manuale, per mantenere quel gusto di guida analogico. Un desiderio che si è sposato perfettamente con un telaio decisamente meno rigido di quello della RS4, ma fondato su una ciclistica rocciosa. Insomma, il perfetto compromesso tra look e sostanza, senza l’intenzione di scomodare paragoni con i mostri sacri dell’epoca delle Gruppo B, ma dando vita a un genere di auto che offre un’esperienza di guida coinvolgente.
Più prestante e più leggera (di una RS4)
Due sono le aree principali di intervento per ottenere il risultato desiderato dall’Audacious: motore e telaio. Il primo viene vitaminizzato con un compressore volumetrico, che porta la potenza ad almeno 600 CV, mentre il secondo, grazie alla carrozzeria realizzata in buona parte con un materiale leggero come l’alluminio, toglie almeno 250 kg di peso ai 1650 originari della RS4, promettendo quindi una reattività accentuata. Inutile negare però che sono le forme che riproducono la S1 Quattro di Gruppo B ad esaltare gli appassionati, con varie licenze poetiche su proporzioni, prese d’aria eccetera, sia per un motivo pratico – ottimizzare l’aerodinamica e il raffreddamento degli organi trapiantati – sia per evitare un effetto replica. Va inoltre detto che coniugare dimensioni e proporzioni molto diverse tra loro ha richiesto un grosso lavoro di progettazione e modifiche sostanziali in diversi punti chiave, uno su tutti il parabrezza.
400 mila euro più due auto donatrici
Insomma, questo concept vuole avere una sua personalità, ancora incerta, in quanto il design non è quello definitivo, così come per l’abitacolo sono in serbo grandi cose, nel segno di vibrazioni retro ma saldamente ancorate alla tecnologia moderna. Si parla di pulsanti e comandi di alluminio ricavato dal pieno, parole che fanno già fremere le falangi, ansiose di emozioni tattili capaci di evocare memorie antiche, perché oltre 40 anni sembrano un secolo, guardando e guidando le auto contemporanee. I prezzi partono da 350 mila sterline (oltre 400 mila euro), ma a questa cifra va aggiunta la VAT (l’IVA inglese) e, soprattutto, le due auto di base, che quelli di Audacious sottolineano vengano scelte tra gli esemplari in condizioni tutt’altro che buone. Il motivo è una risposta anche alla potenziale critica che ogni appassionato di auto d’epoca è pronto a muovere a operazioni di questo tipo, ovvero l’opportunità di sacrificare auto originali. Proprio andando a prendere vetture tutt’altro che immacolate e magari destinate a non rivedere più la strada, si ottiene l’effetto opposto: dare una seconda chance a telai e pezzi che possono quindi rivivere in una nuova artificiale forma. Sta a vedere che in realtà si tratta di una missione di salvataggio.