“Non solo una Porsche, ma la tua Porsche”. Con questo slogan, la Sonderwunsch Manufaktur di Porsche autorizza i suoi clienti a sognare in grande, non ponendo alcun limite al concetto di personalizzazione. Lo sa bene Victor Gómez, imprenditore portoricano e appassionato porschista di lungo corso, che, da orgoglioso proprietario di una Carrera GT del 2005, ha deciso di festeggiarne il ventesimo compleanno con un regalo molto speciale.
La super Porsche del nuovo millennio
La Carrera GT – presentata nel 2003 – ha rappresentato il vertice tecnologico della produzione di Zuffenhausen dell’inizio del nuovo millennio, incarnando una visione quasi pura dell’ingegneria sportiva: telaio monoscocca di carbonio, motore centrale di derivazione agonistica, nessuna concessione al superfluo. All’epoca del debutto era una delle vetture di serie più veloci al mondo, capace di 330 km/h grazie al V10 aspirato da 5,7 litri e 612 CV, sviluppato inizialmente per la 24 Ore di Le Mans e adattato all’uso stradale. Il tutto a fronte di una massa di soli 1.380 kg: numeri che raccontano una filosofia, prima ancora che una prestazione.
Completamente rifatta e con una livrea leggendaria
Il desiderio di Gómez ha preso forma attraverso il programma Factory Re-Commission: non un semplice restauro, ma una vera e propria rinascita tecnica e stilistica. La vettura infatti viene completamente smontata, così come il motore, revisionato in ogni componente, con addirittura le parti di carbonio ricondizionate, fino a riportare l’auto a una condizione certificata “zero chilometri”. Una procedura che solo la Casa madre può permettersi, e che assume un valore quasi filologico. Ma in questo caso specifico è sul piano estetico che il progetto assume una dimensione evocativa: la livrea rossa e bianca è infatti una rivisitazione di quella – conosciuta come “Salzburg Design” – che nel 1970 accompagnò la 917 numero 23 di Hans Herrmann e Richard Attwood alla prima vittoria assoluta a Le Mans. Sicuramente un look più vistoso del grigio metallizzato originale.
Carbonio, Alcantara e tessuto ignifugo
Trasporla su una Carrera GT è stata un’operazione tutt’altro che scontata: le proporzioni, le superfici e le geometrie della supercar moderna non hanno nulla in comune con il prototipo degli Anni Settanta. Si è partiti da schizzi e rendering, passando ad una verifica con nastri applicati direttamente sulla carrozzeria per finire con le mascherature definitive e la verniciatura a mano in Guards Red e bianco. Il tutto protetto da una pellicola trasparente: perché questa Carrera GT non è destinata a un museo, ma alle strade di Porto Rico. All’interno è ancora un tripudio di rosso, con l’Alcantara che riveste plancia, pannelli porta, volante, console centrale e persino il vano bagagli anteriore e il set valigie. Il carbonio opaco – presente in abbondanza sulla carrozzeria – ritorna su sedili, bocchette e strumentazione, mentre per sedute e poggiatesta è stato scelto il tessuto ignifugo FIA già visto sulla 918 Spyder, richiamo diretto alla 917. Il risultato è un’auto unica, ma perfettamente coerente con il DNA del marchio e, dopo vent’anni dalla sua nascita, la Carrera GT di Victor Gómez traccia un ponte ideale tra Le Mans 1970 e il presente, costruito con la stessa cura con cui Porsche ha sempre trasformato la passione in meccanica.