A cavallo tra la fine degli anni 90 e i primi anni 2000, la Volkswagen mette sul mercato una vera citycar, almeno per gli standard dell’epoca. La Lupo è lunga solo 3,5 metri, con sbalzi ridotti al minimo, frontale dominato da 4 simpatici fari circolari, motori prestanti (la GTI con 125 scatenati cavalli) e poco assetati (la “3L” faceva 33 km con 1 litro di gasolio), ma anche normali 1.0 e 1.4 benzina e diesel. Insomma, un piccolo grande successo, le cui versioni speciali vengono però allestite con il contagocce, riservandone la gran parte al mercato tedesco e, in generale, del Nord Europa.
Rave
Nonostante il nome possa far pensare a una Lupo ribelle o con un subwoofer grande come tutto il bagagliaio (quindi in realtà nemmeno enorme), la Lupo “Rave” del 2004, a un anno dall’uscita di scena e riservata al mercato tedesco, era estremamente sobria. A parte l’adesivo sul portellone, era assimilabile a una Highline italiana, ovvero dotata di fendinebbia e con gli specchietti retrovisori, le maniglie delle portiere e le modanature laterali verniciate in tinta con la carrozzeria, oltre alle gomme da 185 su cerchi da 14”. Di speciale, però, c’erano due colori esclusivi, Blu Pietra e Grigio Argento Metallizzato, oltre agli specchietti retrovisori elettrici e riscaldabili, e rivestimenti dei sedili dal design specifico. Tutte le opzioni di motore (3 benzina e 2 diesel) erano disponibili e con l’1.4 benzina da 75 CV era possibile ordinare come optional il cambio automatico a quattro rapporti.
Oxford
Prodotta nel 2002, la “Oxford” varca anche i confini, raggiungendo per certo il mercato francese con 500 unità. Disponibile principalmente di color verde cedro, si poteva ordinare anche in altre tinte, ma pagando un sovrapprezzo. Esternamente è esclusivamente lo stemma con il nome “Oxford” sul portellone a distinguerla, insieme agli indicatori di direzione anteriori bianchi, mentre all’interno spiccano i rivestimenti verdi abbinati al classico grigio (ma potevano anche essere ordinati neri) e, ancora, la targhetta identificativa del modello sulla leva del cambio. Il vero tocco di classe, però, è la presenza di una voluminosa borsa sportiva e di un ombrello abbinati.
Cambridge
Sempre del 2002 è la “Cambridge”, che va a fare il paio con l’altra famosa università britannica oggetto di “Sondermodell”, ovvero “edizione speciale” in tedesco. Lo schema delle personalizzazioni è infatti il medesimo, con il logo sul portellone, anche se qui i colori disponibili sono tre: nero, grigio metallizzato “Silver Reflex” e verde Fresco metallizzato. I cerchi sono in lega, modello “Suzuka”, abbinati alla stessa misura di pneumatici dell’altra serie speciale. Da notare anche i fanali posteriori oscurati, il volante sportivo a tre razze, un tessuto specifico per i rivestimenti interni e per i tappetini e la leva del cambio (ovviamente con targhetta sul pomello) e del freno a mano di pelle. Esclusivamente per il mercato tedesco – viene commercializzata anche in Belgio – era inclusa la borsa sportiva in tinta con i sedili, ma non l’ombrello, presente invece sulla Oxford.
College
La terza serie speciale del 2002 rimane sul tema scolastico, ma adotta il più generico nome “College”. Questo allestimento è prodotto solo per la Germania e, oltre ai soliti dettagli della targhetta su pomello del cambio e sul portellone, viene proposta negli stessi colori della Cambridge, con in aggiunta il Bianco Candy e il Blu Jazz perlato. Anche gli interni, come sulle altre edizioni speciali uscite contemporaneamente, tra maggio e giugno 2002, sono specifici, con la parte interna dei sedili di colore blu e il logo cucito anche sulla metà superiore dello schienale. Come di consueto, tutte le motorizzazioni sono a disposizione, ma sulla “College”, come sulla Oxford, non sono previsti i cerchi in lega, sostituiti dai classici copricerchi di plastica presenti sulle Lupo standard. Non sono previste borse e ombrelli abbinati, ma in compenso si può richiedere come optional il tetto panoramico in tela “Open Air”.
Princeton
Alla Volkswagen ci prendono gusto con le università e nel 2003 rilanciano con la “Princeton”, una nuova serie speciale, il cui numero totale di esemplari è sconosciuto, mentre è noto il fatto che 453 unità sono state destinate al mercato francese. Si tratta di una versione meno accessoriata e con un mix dei colori delle precedenti, con in aggiunta il Rosso Tornado e il Blu Adriatico, specifico ed esclusivo. Volendo si poteva ordinare anche in altre tinte, ma con il consueto sovrapprezzo: nessuna sorpresa nemmeno nelle caratterizzazioni che riprendono lo schema noto, mentre gli interni non presentano particolarità, con una dotazione abbastanza spartana che giustificava il prezzo di attacco di 10.300 euro per la versione equipaggiata con l’1.0 benzina da 50 CV.
Windsor
Sempre del 2003 è la “Windsor”, proposta negli stessi colori della “Princeton” e – con sovrapprezzo – anche in Argento Reflex, Blu Antracite e giallo. Esternamente si distingue per i cerchi in lega modello “Suxuka II” abbinati a pneumatici 185/55 R14, ma non sono presenti loghi sulla carrozzeria, riportati invece sul pomello del cambio e sui battitacco di metallo, mentre i rivestimenti speciali degli interni sono con un tessuto denominato “Desty”. Troviamo anche il volante sportivo a tre razze rivestito di pelle come la cuffia del cambio, la chiusura centralizzata con telecomando e – ma solo in alcuni mercati – l’autoradio modello “Alpha” con 4 altoparlanti. Come al solito, il gadget è riservato ai clienti tedeschi e, in questo caso, si tratta di uno zainetto grigio e nero, con il logo Windsor e quello Volkswagen.
Sunshine
Le informazioni su questa serie speciale del 2003 sono un po’ confuse, ma sembra che sia stata realizzata esclusivamente per il Lussemburgo. Apparentemente simile a una Lupo nell’allestimento top Highline (come era denominato in Italia) e con l’opzione del tetto elettrico scorrevole in tela “Open Air”, non sembra fosse offerta con colori diversi da quelli standard presenti nel listino, così come gli interni, che potevano essere di color grigio flanella oppure nero, nello stile di tessuto “Bowl”.
Kensington
Ancora una denominazione britannica per quella che è una delle ultime versioni speciali della Lupo, prodotta nel 2004, poco prima della fine della produzione. Per la prima volta sono solo due le motorizzazioni previste, l’1.4 benzina nella sua versione meno potente, da 60 CV, e l’1.7 SDi a gasolio della medesima potenza. In compenso, sono addirittura tredici i colori disponibili (inclusi quelli con sovrapprezzo) di cui tre specifici, ovvero il Grigio Argento Metallizzato, il Blu Adriatico e il Blu Pietra. Gli interni sono rivestiti di tessuto antracite “Revival” dal disegno unico per questo modello, e i copricerchi di plastica sono gli stessi già visti anche sulla Princeton.
GT
Da non confondere con la GTI, prodotta fin dal 2000, è questa versione speciale denominata “GT” e riservata al mercato tedesco, uscita anch’essa nel 2004. Cinque i colori disponibili (Nero, Rosso Tornado, Giallo Girasole, Argento Metallizzato Reflexsilber e Blu Jazz Perla) con gruppi ottici posteriori oscurati, specchietti elettrici e riscaldati e stemma “GT” sul portellone, sulla griglia e sul pomello del cambio. Ci sono anche dei cerchi in lega modello “Sepang” con pneumatici 185/55 R14, mentre l’abitacolo presenta dei rivestimenti in tessuto stile “Jim” abbinati a sedili anteriori sportivi e una dotazione molto completa, che comprendeva il volante a tre razze di pelle e la radio con lettore CD modello “Beta”, oltre a chiusura centralizzata e alzacristalli elettrici.