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29 gennaio 2016 | di Redazione Ruoteclassiche

130 anni fa la prima “automobile”. A tre ruote!

130 anni fa, il 29 gennaio, il brevetto della prima "automobile". È l'inizio di un altro mondo...

L’infanzia dell’automobile? Ma un triciclo, ovvio. Poteva essere altrimenti? Risposta: sì, forse. Ma andiamo con ordine. È il 1886 quando Karl Benz (1844-1929), vulcanico ingegnere tedesco, ha la brillante intuizione di realizzare un mezzo di trasporto che non necessiti di trazione animale, ma neppure delle voluminose caldaie che contraddistinguono i veicoli sviluppati, qualche anno prima, dai colleghi francesi Leon Bollée e De Dion-Bouton.

L’idea del progettista di Karslruhe gira tutta attorno alle parole “leggerezza” e “maneggevolezza” (caratteristiche che i catafalchi a vapore non riescono neppure lontanamente a garantire). La quarta ruota però appare subito un problema, per la difficoltà di far sterzare in modo fluido ed efficiente l’asse anteriore, per cui Benz si vede costretto a ripiegare su tre.

Il 29 gennaio, all’Ufficio Brevetti dell’Impero Germanico, viene registrata con il n. 37435 la “Patent Motorwagen”, quella che a tutti gli effetti passerà alla storia come la prima “autovettura” costruita.

Tecnicamente è un bebé prodigio, un autentico laboratorio viaggiante di soluzioni d’avanguardia, nonché prima applicazione congiunta - su un veicolo - di: un carburatore; un sistema di raffreddamento ad acqua; un sistema di accensione elettrica; un sistema di sterzatura; un telaio tubolare.

Curiosamente, però, non dispone di un serbatoio, tanto che il primogenito di Benz, Eugen, durante i collaudi è costretto a seguire a piedi la vettura per rabboccare la vaschetta di cui è dotato il carburatore ogni volta che si esaurisce la benzina. Che poi benzina non è, trattandosi di “ligroina”, un liquido altamente infiammabile che si trova solo in farmacia!

Il motore, un monocilindrico di 577 cm³, eroga 3/4 di cavallo, a 400 giri/min.

Dal 1886 al 1893 vengono sviluppate da Benz due ulteriori versioni migliorative, che portano la cilindrata fino a 1660 cm³ e la potenza alla soglia fatidica dei 3 CV. La velocità è da adrenalina pura: nei paraggi dei 16 km/h.

In otto anni, ne vengono costruiti 25 esemplari, uno più performante dell’altro (anche se la gloria spetterà solo al n. 1, che nel 2011 l’Unesco inserisce nell’elenco delle Memorie del Mondo). Nel 1894, l’avventura della Motorwagen si esaurisce per lasciare spazio alla Benz Velo, e con lei alla comparsa della quarta ruota. Ma questa è un’altra storia...

Dario Tonani

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