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05 settembre 2008 | di Redazione Ruoteclassiche

600 VOLTE WILLIAMS

Al Gran Premio di Monaco del 25 maggio di quest'anno, Sir Francis Owen Garbatt Williams, a tutti noto come Frank Williams (Jarrow, Inghilterra, 16 aprile 1942), ha festeggiato i 600 gran premi mondiali disputati dal team con il suo nome. E l'anno prossimo festeggerà il quarantesimo anniversario del debutto in F.1, avvenuto il 4 maggio 1969 nel G.P. di Spagna (Barcellona): Piers Courage, 27 anni, portò in gara una Brabham "BT26A" dell'anno prima. Nel campionato 1970, Williams, sempre a caccia di finanziamenti e sponsorizzazioni, schierò la De Tomaso "505", progettata da Gianpaolo Dallara.

Courage ebbe un tragico incidente al G.P. d'Olanda a Zandvoort e fu la fine anche per la De Tomaso in F.1. Nel 1972 Williams riuscì a farsi finanziare dal produttore italiano di automodelli Politoys la "FX3" disegnata da Len Bailey, che avrebbe potuto rappresentare il salto di qualità, ma, come le successive monoposto, non emerse dalla mediocrità.

La svolta avvenne nel 1977 quando Frank, assieme a Patrick Head, progettista di grande genialità e capacità, costituì la Williams Grand Prix Engineering. Con soli 17 collaboratori, ma finalmente con sponsorizzazioni pesanti, iniziò la rapida scalata ai vertici della F1. La "FW 07" del 1979 era un capolavoro di razionalità ed efficacia: sfruttava al meglio l'effetto suolo. La prima vittoria del team fu proprio in Inghilterra, Silverstone 14 luglio: merito di Clay Regazzoni. L'anno dopo, Alan Jones portò al team il primo doppio titolo mondiale, Piloti e Costruttori.

E fu solo l'inizio di un palmarés che pone il team al terzo posto assoluto tra quelli più vincenti, dopo Ferrari e McLaren. In percentuale sul numero di corse disputate, fino all'ultima vittoria (Juan Pablo Montoya, Brasile 2004) nessun team è stato più vincente: 113 gran premi, 9 titoli Costruttori, 7 titoli Piloti. Da marzo 1986, Frank Williams è tetraplegico a causa di un incidente stradale mentre tornava dalle prove del team a Le Castelet (Francia).

Ciò non gli ha impedito di essere una delle colonne della Formula One Constructor Association e di guidare una scuderia di vertice con la quale hanno vinto i piloti più grandi degli ultimi decenni.

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