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04 ottobre 2012 | di Redazione Ruoteclassiche

750.000 EURO? NESSUNO SE LO FILA

Singolare incrocio di aerei legati al nome della leggendaria aviatrice americana Amelia Earhart: lo scorso 18 agosto sui giornali di tutto il mondo veniva riportata la notizia del presunto ritrovamento a Nikumaroro (Oceania) dei resti del Lookheed "Electra" con cui la Earhart stava tentando di compiere il giro del mondo. Tutto ciò mentre sul sito di Kidston, Casa d'aste con sede a Ginevra, un velivolo dello stesso tipo, utilizzato per le riprese di uno dei due film che celebrano le gesta dell'eroina dei cieli, compariva tra gli annunci di vendita. Sull'"Electra" originale mancano ancora le conferme ufficiali, mentre dell'esemplare che fu immortalato nella pellicola americana del 2009 si sa che al momento è ancora invenduto.

Nata nel Kansas (Usa) il 24 luglio 1897, Amelia Earhart scopre la sua passione per gli aerei alla fine della prima guerra mondiale. Dopo un anno dal suo primo volo, prende il brevetto da pilota. Nel 1921 stabilisce un record di altitudine: è la prima donna a raggiungere i 14.000 piedi (4300 metri circa). Nel 1928 è la prima donna anche ad attraversare in volo l'Atlantico, impresa che nel 1932 ripete in solitaria (il primo in assoluto fu Lindberg col suo "Spirit of St. Louis" nel 1927). Ancora: lo stesso anno diventa la prima pilota ad attraversare, senza scalo, gli Stati Uniti e il primo aviatore in assoluto ad atterrare alle Hawaii dopo essere decollato dalla California. La sua sfida più grande - compiere il giro del mondo - termina il 2 luglio 1937, quando del suo Lockheed "Electra 10-E" si perdono le tracce mentre cerca di avvicinarsi all'isola di Howland nel Pacifico.

L'"Electra" nasce nella prima metà degli anni 30 da un progetto di Hall Hibbard e Clarence Johnson. Costruito dalla Lockheed come primo aereo completamente in metallo, con fusoliera monoscocca in alluminio, è pensato per i voli civili: viene costruito in 148 esemplari e nove versioni, anche militari. L'aereo di queste pagine è l'"Electra 12" del 1941 sospettato di aver preso parte al film "Casablanca". Subito dopo l'attacco di Pearl Harbour passa alla marina militare americana che lo destina come mezzo di supporto alla base di Londra dove, dal 1945, viene utilizzato anche dal comando costiero della Raf per missioni anti-sommergibile. Dopo il D-Day, passa di mano diverse volte fino ad approdare nell'hangar di un appassionato francese, che lo sottopone a un minuzioso restauro.

A sancirne definitivamente la gloria cinematografica, questa volta senza dubbi di sorta, è però la sua comparsa nel film "Amelia Earhart" (Usa, 2009). In tutta la sua vita, il velivolo non ha volato più di 4500 ore (buona parte dei rivestimenti interni è ancora originale). Oggi l'esemplare è in vendita a 750.000 euro presso Kidston (Ginevra).

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