Il coefficiente di difficoltà, nello scrivere una top 10 delle sportive che non siano le astronavi inarrivabili con le quali le Case si sono sfidate negli ultimi tempi, è sempre più alto. Cercare tra il 2010 e il 2020 qualcosa che possa diventare un classico di domani diventa un esercizio soggetto a valutazioni talmente complesse da far pensare che forse vale la pena trattarlo come un gioco. Che la vettura dei propri sogni sia presente o meno in questa carrellata conta poco: l’importante è non smettere di avere un sogno e individuare fin da ora la propria instant classic di domani.
La Ferrari reinventata
La 458 Italia del 2009, innovativa nel design ma inequivocabilmente Ferrari, è riuscita, in un raro equilibrio di forma e contenuti, a inaugurare una nuova era per le V8 a motore centrale del Cavallino Rampante. Uno degli ultimi capolavori firmati Pininfarina con l'8 cilindri aspirato – arrivato a 4.5 litri e 570 CV – che la catapultano a 325 km/h con soli 3,4 secondi per passare da 0 a 100 km/h. Sterzo fulmineo, telaio sincero, cambio doppia frizione impeccabile: è una supercar moderna che conserva un’anima “meccanica”, con un sound quasi da prototipo e un equilibrio generale che la rende una delle Ferrari più riuscite di sempre.
599 GTO: basta il nome
Quando di fianco a Ferrari viene messa la sigla GTO, le cose si fanno terribilmente serie ed è subito chiaro che si tratterà di un’auto decisamente speciale. La 599 GTO del 2010 conferma in pieno questa teoria: è la declinazione più estrema del modello, con il V12 da 670 CV che deriva direttamente dalla XX da pista e un’aerodinamica studiata per aumentare il carico, grazie a modifiche all'estrattore e al fondo piatto, con largo uso di materiali compositi e fibra di carbonio. Pesa anche 100 kg in meno della GTB, in pista si comporta come un’ auto da corsa e riesce a essere fruibile per strada: insomma i difetti sono pochi ed è già un classico da collezione.
Un classico da collezione
A costo di sembrare ripetitivi, c’è un’altra Ferrari che ha meritato ampiamente di entrare nella nostra classifica. La F12 TDF (Tour de France) del 2015 è innanzitutto una serie limitata a 799 esemplari - quindi animo in pace, è un oggetto da collezionisti milionari - ma è anche una GT portata all’estremo, con dettagli stilistici che la rendono esclusiva e preziosa, vedi le branchie che citano la 250 GT della seconda metà degli anni 50. Con 780 CV, il V12 di 6.3 litri arriva a 8.900 giri ed è uno spettacolo per le orecchie, mentre le ruote posteriori sterzanti grazie ai controlli elettronici offrono un’esperienza di guida che coniuga reattività e stabilità.
Rara, esotica, col sound più riuscito
Parlando di sound del motore, la Lexus LFA, introdotta sul mercato nel 2010 e prodotta solamente in 500 esemplari, è sempre presente tra le prime 5 vetture di tutti i tempi. Del resto stiamo parlando di una supercar dal design estremamente originale, con il posteriore cortissimo e gli inconfondibili tre tubi di scarico disposti a triangolo che urlano gli acuti del V10 4.8 da 560 CV, sviluppato con la Yamaha e capace di salire di giri con la rapidità di una moto. Leggera, esotica, realizzata con una cura maniacale dei dettagli per essere un testamento alla meccanica nipponica, ha un carattere che la rende ancora oggi una delle supercar più iconiche.
McLaren: il ritorno
Non sarà leggendaria come la F1 progettata da Gordon Murray, ma l’auto che segna, nel 2011, il ritorno della McLaren alle sportive stradali non delude le aspettative. La 12C ha linee morbide e moderne, con una personalità distinta che non aspetta altro di essere messa alla prova scatenando il V8 biturbo di 3.8 litri e 600 CV (poi passati a 625). Un’auto lineare e pensata per essere civile e confortevole come la migliore delle Gran Turismo, nonostante un telaio rigido fatto di carbonio e sospensioni idrauliche per dare spazio – al semplice tocco di un pulsante – all’anima violenta oppure a quella raffinata.
Ha la faccia cattiva
La Huracán è la “piccola” Lambo, che, nel 2014, prende il testimone dalla Gallardo e ne raffina ulteriormente la formula, indossando un vestito più moderno e grintoso. Il V10 aspirato di 5.2 litri sprigiona 610 CV e se la trazione integrale è la stessa, ma con frizione a controllo elettronico, il cambio è un doppia frizione a sette marce appositamente sviluppato. Il look aggressivo nasconde in realtà una supercar tutt’altro che ruvida, rapida e precisa negli inserimenti in curva quanto stabile e gestibile anche dai piloti meno esperti, sfoggiando un equilibrio tra cattiveria e guidabilità che sorprende.
McLaren al quadrato
Evoluzione della 12C, ma nuova sotto tanti aspetti, la 650S porta tutto un passo oltre: più potenza (tocca quota 650 CV), meno peso (circa 100 kg in meno sulla bilancia), aerodinamica migliorata e un frontale ispirato alla P1, l’hypercar di casa, tanto per mettere le cose in chiaro. I numeri poi parlano chiaro: 332 km/h e lo 0-200 km/h (nuovo metro di paragone) sbrigato in appena 8,4 secondi. Al volante si conferma precisa, chirurgica, fatta per chi ama la guida pulita e veloce più dell’esibizione, ma non si può fare a meno di sceglierla di un colore vistoso, magari proprio il classico “Papaya” (ovvero il McLaren Orange) oppure Aurora Blue o Mantis Green.
La GT4 che non ti aspetti
Se già la Cayman è una vera instant classic, la GT4 - la sua versione più estrema - è una vera supercar che in dimensioni contenute concentra un piacere di guida unico. Merito anche del travaso di pezzi dalla sorella maggiore 911: il 6 cilindri boxer 3.8 aspirato da 385 CV è quello della Carrera S, mentre il Porsche Active Suspension Management, con sospensioni anteriori regolabili e freni di materiale composito, arriva dalla 911 GT3. Con un telaio che sembra nato per la pista e dettagli racing come l’ala posteriore e il roll-bar, i numeri (295 km/h e 4,4 secondi per lo 0-100) diventano un dettaglio.
La NSX del futuro
L’incarnazione “moderna” (2015) della Honda NSX non ha l’aura leggendaria della prima generazione, ha perso in purezza e armonia stilistica e meccanica, ma proprio perché figlia di una rivoluzione concettuale, potrebbe in futuro diventare un classico. Il V6 3.5 biturbo longitudinale qui è abbinato a tre motori elettrici (due anteriori per torque vectoring, uno posteriore integrato) per una potenza combinata di 573 CV, buoni per uno 0-100 km/h in 3 secondi e una velocità massima di oltre 300 km/h. Inutile fare paragoni, è una sportiva moderna ed è la tecnologia a comandare.
Dalla pista alla strada
Per fortuna che Giampaolo Dallara ha colto nell’aria il desiderio di molti appassionati di stringere tra le mani il volante di una vettura il più possibile analogica. La Stradale è la sua visione di una barchetta da corsa ammansita per l’uso civile, con una ricetta tanto semplice quanto figlia di tecnologie all’avanguardia: telaio monoscocca di fibra di carbonio, (stesso materiale usato per la carrozzeria) e peso che si ferma a 855 kg, sospensioni a quadrilatero articolato a triangoli sovrapposti e un’aerodinamica curata nei minimi dettagli. A quel punto basta il 2.3 litri turbo Ford da 400 CV per stimolare l’adrenalina.
Maserati da bere
La più giovane della nostra lista è anche un’auto che si può già serenamente mettere nella lista delle instant classic. La Maserati MC20 segna non solo il ritorno tra le supercar, ma lo fa con un vestito che rispetta in pieno le caratteristiche del marchio: sportività ed eleganza, stile e passione verace. C’è lo zampino di Dallara per la parte telaistica mentre in posizione centrale è ospitato un motore – dall’evocativo nome Nettuno – che sembra nato per esaltare la dinamica di guida. Un V6 biturbo da 630 CV che fa segnare lo 0-100 km/h in meno di 3 secondi e spinge fino a 325 km/h ma senza tradire l’anima da granturismo che è nel DNA Maserati.
