Un finale con il cuore in gola, degno delle più avvincenti edizioni del Rallye di Monte Carlo, quello “vero”. Non che il Rallye Monte-Carlo Historique, giunto alla 28ª edizione sia una semplice parata per esibire le vecchie glorie del rallysmo. Tutt’altro. Qui, a colpi di prove speciali, con l'introduzione di strade chiuse (una novità assoluta) e velocità medie più elevate, i 253 equipaggi provenienti da 28 Paesi si sono dati battaglia letteralmente fino all’ultimo giorno.
Tutti i modelli fino al 1986
Dal 29 gennaio al 7 febbraio, automobili che hanno fatto la storia di questa disciplina – con il regolamento di quest’anno che ha ammesso tutti i modelli che hanno partecipato alle edizioni del Rallye Monte-Carlo tra il 1911 e il 1986 – hanno colorato con il rombo dei loro motori le stradine del Principato. Un parterre pulsante e carico di aspettative, giunto all’appuntamento dopo avvincenti tappe di trasferimento che avevano visto sei città di partenza dare vita a emozionanti carovane: John O’Groats in Scozia, la tedesca Bad Homburg, Milano, Reims, Montecarlo e Barcellona. Tra le altre novità di questa edizione, tre diverse categorie divise per velocità e l’obbligo di usare un casco omologato su tutti i tratti a strada chiusa.
Grandi campioni e un finale appassionante
Non mancavano, tra gli appassionati e gli specialisti della regolarità, ex vincitori dell’Historique come Michel Decremer e Jennifer Hugo, oltre a campioni come Bruno Saby (Renault 5 Turbo), Takuma Sato (Honda Civic RS), Maurizio Verini (Alfa Romeo Giulietta), Angelo Sticchi Damiani (Fiat 124 Abarth), Antonio Sainz Cenamor (Porsche 911 S) e Luis Climent Asensio (BMW 323I). Proprio quest’ultimo, un passato da campione spagnolo rally 1996, in coppia con Carles Jimenez Valls è riuscito a conquistare la vittoria, dopo il secondo posto dell’anno passato, sempre con la stessa BMW 323i del 1981. «Quest'anno il secondo posto non era un'opzione. Tutta la squadra ha fatto un lavoro fantastico nella preparazione di questa edizione» hanno dichiarato dopo un rush finale che li ha visti risalire dal quarto posto a due prove speciali dal termine, conquistando anche la “Notte di Turini”.
Decisivo il Col de Turini
Al secondo posto la coppia francese Ludovic De Luca e Sébastien Chol su Peugeot 204 ZS del 1974, e sul terzo gradino del podio l’equipaggio di casa Olivier e Lydia Campana (Volkswagen Golf GTI del 1979) che si sono visti sopravanzare grazie a una clamorosa rimonta nella dura tappa RS17, che si è conclusa al leggendario Col de Turini. Qui gli spagnoli hanno vinto con un totale di 436 punti di penalità, mentre quelli che fino a quel momento erano leader della classifica, Ilya Kashin e Boris Kostyrko (Volkswagen Scirocco), hanno concluso al decimo posto. L’ultima prova speciale, la RS18, accorciata a causa del maltempo che ha colpito la regione delle Alpi Marittime tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, è stata quella che ha sancito ufficialmente il trionfo. Luis Climent Asensio e Carles Jimenez Valls, concludendo al secondo posto dietro ai loro connazionali Jose Luis Masdeu e Paco Fernadez Fores su Porsche 911 SC, hanno potuto finalmente festeggiare. La nuova formula inaugurata in occasione di quest’edizione ha entusiasmato la maggior parte degli equipaggi, con 204 concorrenti che hanno portato a termine la competizione e un pubblico numeroso che ha dimostrato ancora una volta quanto questi eventi riservati al motorismo storico siano in grado di appassionare. Segnali di buon auspicio: l'Historique ha ancora un futuro brillante davanti a sé.
