Una fiammante Fiat 500 rossa del 1972 è stata la prima vettura a ricevere oggi a Roma, in una cerimonia svolta all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, una delle nuove targhe prodotte grazie alla Circolare n. 33941/2025 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Costretta finora in una “quadrotta” dalla sigla “ZA”, la piccola di casa Fiat ha recuperato la targa dell’epoca sfoggiando un più coerente “Roma K2” con lettere bianche su fondo nero.
Ritorno alle origini
Il provvedimento, emanato il 20 novembre 2025, consente a tutti i veicoli e motoveicoli, anche a quelli costruiti prima del 1952, di tornare su strada con il modello di targa in vigore all’epoca della loro produzione, fedele sia dal punto di vista del design sia di quello dei materiali. Sarà proprio l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato a realizzare le targhe, attraverso un processo produttivo manuale, nello stabilimento di Foggia. Una svolta, attesa e richiesta da tempo dai collezionisti di auto e moto storiche, che consentirà di rispettare l’autenticità delle vetture restaurate con un elemento di certo primario.
Salvini: orgoglio e riconoscibilità
Anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha messo in luce il valore per nulla simbolico dell’operazione. «Aver dato orgoglio e riconoscibilità a chi è proprietario di un veicolo storico - ha detto nel suo videomessaggio di saluto - è motivo di orgoglio anche per me». Il titolare del Dicastero ha colto l’occasione per ricordare un altro tema assai sentito dai collezionisti, quello delle limitazioni alla circolazione dei mezzi storici nelle città, argomento sul quale ha ribadito il proprio “impegno a intervenire”.
Perrone: patrimonio storico e di cultura
Con l’applicazione della Circolare del MIT - spiegano al Poligrafico - l’Italia è tra i pochi Paesi al mondo che permettono, per i veicoli storici riconosciuti, di ottenere targhe ufficiali che riproducono fedelmente le targhe di prima immatricolazione, mantenendo piena efficacia ai fini dell’identificazione e della circolazione. Del resto - ha ricordato Paolo Perrone, presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - l’Istituto è impegnato «a tutelare anche l'incredibile patrimonio culturale dell'automobilismo storico italiano. Un'opportunità inedita che conferma, ancora una volta, l'impegno dell'Istituto nel farsi garante delle eccellenze culturali del Paese che necessitano di essere tutelate e valorizzate».
Registri storici in prima fila: passione e competenza
A suggellare la sinergia tra enti certificatori che ha caratterizzato il percorso, all’evento di Roma, sono intervenuti anche i Registri storici italiani: Alberto Scuro, presidente dell’Asi; Giampaolo Imbrighi, per le Relazioni esterne del Registro Fiat Italiano; Renato Saglimbeni, presidente del Registro Italiano Alfa Romeo; Francesco Maria Chiaravallotti, vicepresidente del Lancia Club; Giovanni Copioli, presidente della Federazione Motociclistica Italiana e Giovanni Tombolato, presidente di Aci Storico. Tutti hanno posto in rilievo la sensazione di aver preso parte a un importante lavoro di squadra, possibile grazie alla passione e alla competenza.
