Restomod Mercedes, le classiche della Renntech
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03/04/2026 | di Andrea Paoletti
Restomod Mercedes, le classiche della Renntech
La mania dei restauri in chiave moderna è ormai talmente diffusa che, negli USA, un’azienda specializzata in questo genere trasforma vari modelli della Stella a tre punte
03/04/2026 | di Andrea Paoletti

Spuntano come funghi e ve ne abbiamo già parlato in altri articoli. Le auto d’epoca aggiornate in chiave moderna sono un fenomeno globale e, al netto dell’apprezzamento o meno che possono raccogliere tra gli appassionati, rappresentano un’opportunità di lavoro per molte aziende dell’indotto. Negli Stati Uniti, forti di una legislazione molto permissiva per quanto riguarda le modifiche alle auto, se ne sono accorti da tempo e la Renntech, un’azienda che si trova in Florida, si è specializzata nelle Mercedes d’epoca, selezionando alcuni iconici modelli che possono essere personalizzati in un’infinità di dettagli per essere cuciti su misura rispetto ai gusti dei nuovi proprietari. Fondata nel 1989, si occupa anche di semplici restauri, ma la specialità della casa è elaborare moderni motori Mercedes AMG abbinandoli a telai di qualsiasi epoca, purché Made in Stuttgart. Colori, materiali, aggiornamenti tecnologici, conversioni elettriche: basta chiedere e i tecnici della Renntech danno vita alle auto che i clienti hanno sempre sognato. Vediamone alcuni esempi.

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La prima della serie

Si chiama "Mercedes-Bent" e originariamente era una 190SL del 1961. Di essa però è rimasta solo la carrozzeria, perché il telaio è quello di una SL600 del 2004 e il motore, un V12 biturbo di 6 litri, è stato ampiamente elaborato, con una lista impressionante di modifiche, dall’intercooler alla centralina, ma anche nuove pompe per il raffreddamento e un aumento della pressione di sovralimentazione dai 14,5 psi di serie a 21. Il risultato sono 650 CV e ovviamente sono stati necessari ulteriori interventi sull’auto per offrire standard di sicurezza compatibili con l’impennata delle prestazioni. Per esempio, all’anteriore sono stati installati dischi con pinze Brembo a 8 pistoncini, mentre al posteriore sono 4; inoltre, l’assetto è stato rivisto e anche la trasmissione è stata rinforzata, con l’aggiunta di un differenziale autobloccante OS Giken. Tocco finale, terminali di scarico alte prestazioni di acciaio inossidabile e cofano di carbonio. La prima versione è stata prodotta nel 2011 ed è servita per dimostrare le capacità della Renntech: se qualcuno ne volesse una tutta per sé basta contattarli, anche se il prezzo è su richiesta e molto influenzabile dalle scelte del cliente.

“Ali di Gabbiano” o “Scrofa Rossa”

Ancora più esclusiva è la RT30, un’altra creazione della Renntech basata questa volta sulle AMG SLS prodotte tra il 2011 e il 2014 che vengono riportate indietro nel tempo - ma non troppo - a ricordare nelle forme le 300 SLR e 300 SL Gullwing. Vere e proprie supercar moderne con look vintage e dettagli contemporanei che, sempre a discrezione del cliente, possono essere rese ancora più performanti, attingendo all’immenso catalogo di parti speciali. Di base, comunque, la RT30 è spinta dal V8 di 6.2 litri, qui portato a 635 CV e abbinato al cambio automatico AMG DCT a 7 rapporti. Un’alternativa per intenditori è invece una riedizione della “Scrofa Rossa”, ovvero la 300 SEL 6.8 AMG del 1971 che si fece onore sulle piste di tutto il mondo nonostante la stazza imponente. Renntech è in grado di crearne una replica fedele, anche se sul loro sito non viene specificato come. L’unica cosa certa è che il motore questa volta è quello originale, codice M100, ovvero il V8 aspirato di 6.8 litri che nelle ultime incarnazioni da corsa dell’epoca toccava i 428 CV e che, nelle mani dei tecnici della Renntech, grazie a nuovi collettori di aspirazione e una linea di scarico dedicata, pare possa fare di meglio. A discrezione dei clienti, può essere allestita per uso stradale o da corsa, replicando in tutto e per tutto la “Rote Sau”.

Datemi un martello

L’ultima arrivata - ma le prime consegne saranno effettuate nel 2027 - è la SEC V12 Widebody “Sledgehammer”, un progetto che celebra un’icona degli anni 80 regalandole un motore leggendario. Se la C126 coupé era stata capace di meritarsi il soprannome di “Hammer” (martello) grazie a un’estetica massiccia e gonfia come il più “pompato” dei body builder, questa versione contemporanea accentua ulteriormente il carattere minaccioso con una rivisitazione del kit aerodinamico, che prevede pannelli di materiali compositi che allargano ulteriormente la carrozzeria e l’aggiunta di un voluminoso estrattore nella parte posteriore. A rendere speciale questa creazione, prodotta solo in 12 pezzi, c’è una sorpresa sotto il cofano: il V12 serie M120, nel curriculum della CLK GTR e della Pagani Zonda. La potenza, grazie alla cilindrata portata a 7,5 litri, raggiunge i 660 CV e oltre, a un impianto frenante maggiorato, è previsto un assetto ribassato su misura, così come gli interni, dove i pochi fortunati clienti potranno sbizzarrirsi. Prezzo indefinito, ma sono prevedibili molti zeri.

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