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06/04/2018 | di Redazione Ruoteclassiche
Ferrari e Bugatti? Retrofuturiste e volanti
E se la vettura storica la facessimo volante? Incrociandola magari con il futuro? Perchè no! Stefano Marchetti, torinese, classe 1968, è al contempo designer, prototipista, scultore. Ma soprattutto modellista pluripremiato: è stato infatti il primo italiano a vincere - per ben tre volte - il “Best of Show” allo Scale Model World di Telford (GB), il più prestigioso concorso modellistico del mondo.
06/04/2018 | di Redazione Ruoteclassiche

E se la vettura storica la facessimo volante? Incrociandola magari con il futuro? Perchè no! Stefano Marchetti, torinese, classe 1968, è al contempo designer, prototipista, scultore. Ma soprattutto modellista pluripremiato: è stato infatti il primo italiano a vincere - per ben tre volte - il “Best of Show” allo Scale Model World di Telford (GB), il più prestigioso concorso modellistico del mondo.

I suoi modelli, in scala 1:8, sono autentiche opere certosine (tutte in esemplare unico) e richiedono mediamente dai 12 ai 18 mesi di lavoro combinando parti in metallo, gomma, resina e plastica, per un totale oscillante tra i 1500 e i 2500 pezzi ciascuno.

Sono appassionato da sempre di automobilismo sportivo e d’epoca - spiega. - Ma mi piace realizzare ibridi tecnologici a cavallo di epoche diverse; veicoli presi a prestito dalla storia, rivisitati attraverso un filtro ucronico, un’estetica che definirei retrofuturista”.

Qualcosa che unisce passato e fantascienza, quindi? “Direi di sì, una realtà alternativa, in cui passato, presente e futuro si amalgamano in veicoli plausibili che abbiano un loro chiaro e identificabile tratto distintivo”.

Qualche esempio, per capire meglio, può venire dalle foto della nostra gallery: la Bugatti-Tesla 159 SC a levitazione magnetica (2013), un bolide a “tre ruote”, che di fatto di ruote non ne ha neppure una, pur disponendo di una meccanica che - in stile retrò - richiama in tutto e per tutto le automobili tradizionali.

Se non siete ancora convinti, guardatevi la Ferrari 330 P4-2: ispirata da quella che con Mike Parkes e Ludovico Scarfiotti conquistò la seconda piazza nel mitico arrivo in parata di tre Ferrari alla 24 Ore di Daytona del 1967. Notate differenze? Quella realizzata in scala 1:8 da Marchetti è dotata di motore a turbina ed è capace di decollo verticale. Una bella comodità, non c'è che dire!

Marchetti però non si limita a esemplari “di fantasia”; realizza, infatti, anche modelli di vetture storiche e moderne su richiesta dei proprietari.

Dario Tonani 

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