Auto
01 agosto 2005 | di Redazione Ruoteclassiche

A PASSO DI TANGO

Si muoveva così il costruttore argentino, con malizia, abilità, spregiudicatezza. Come quando riuscì a mettere insieme gli elementi di questa vettura: il design di Ghia, il motore V8 Ford, gli accordi di vendita negli Usa. Un progetto ambizioso, che ebbe successo, con oltre 7000 esemplari venduti in venti anni.

L'argentino Alejandro De Tomaso, classe 1928, approdò in Italia nella seconda metà degli anni 50, in veste di pilota e costruttore artigianale di auto da corsa. Egli intuì le opportunità che sarebbero potute derivare dal controllo della carrozzeria Ghia di Torino, all'interno della quale egli assunse un ruolo decisionale sempre più incisivo fino ad acquisirne il controllo nel 1967.

Per prima cosa si liberò di tutti i dirigenti dell'azienda. In nome di una vecchia amicizia con Lee Iacocca, De Tomaso trovò accesso anche alla corte dei Ford. Nel 1969 la Ford siglò un accordo con la Ghia e la De Tomaso Automobili per la produzione della "Pantera". Con i primi capitali freschi giunti dagli Usa, De Tomaso acquisì la carrozzeria Vignale, i cui impianti rispondevano alle esigenze dell'assemblaggio in piccola serie della "Pantera". De Tomaso affidò al giovane stilista americano Tom Tjaarda di ridisegnare in tutta fretta la carrozzeria della "Mangusta" (un modello disegnato da Giorgetto Giugiaro per il Salone di Torino del 1966), in tempo affinché la produzione potesse iniziare dopo solo otto mesi.

La "Pantera" era in linea con i canoni estetici del tempo: cofano anteriore molto basso e prominente, forte sbalzo sull'avantreno e padiglione molto allungato all'indietro. La "Pantera" venne concepita con una monoscocca portante, con motore - un V8 Ford di 5,7 litri - montato al centro; inoltre cambio ZF a 5 rapporti, impianto frenante sdoppiato con quattro dischi Girling ventilati e sterzo a cremagliera.

Esordì al Salone di New York del 1970, con un prezzo di listino annunciato di 9000 dollari. Nel 1972 De Tomaso lanciò la "Pantera GTS" (la "nostra" è uno dei primi esemplari prodotti): 350 CV anziché 330, eccentrica livrea bicolore e pneumatici di sezione allargata. A fine '73 la produzione della "Pantera" arrivò a circa 7260 unità.

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