A spasso con Daisy, raccontaci la tua guidata memorabile - Ruoteclassiche
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31/03/2023 | di Nicolò Minerbi
A spasso con Daisy, raccontaci la tua guidata memorabile
Ispirandoci al film celebriamo, in questa rubrica, il piacere di mettersi al volante. Lo facciamo con i vostri racconti e le vostre foto. Che vi invitiamo a inviarci
31/03/2023 | di Nicolò Minerbi

Ispirandoci al film diretto da Bruce Beresford celebriamo, in questa nuova rubrica, il piacere di mettersi al volante. I protagonisti sarete voi e le vostre auto. Abbiamo intenzione di dare spazio, infatti, ai racconti e alle foto che ci invierete

Se hai presente il film, hai già capito tutto. Se no, guardalo. E torna qui quando hai finito che non c’è fretta. Il fatto è che “A spasso con Daisy”, la pellicola del 1989 tratta dall'omonima opera teatrale, in cui un impareggiabile Morgan Freeman fa da autista a una ricca e un po' scorbutica signora, è un inno alla gioia del guidare per il gusto di farlo. Di quell’andare in giro che trasforma i chilometri in compagnia di sé stessi o di altri, in pomeriggi salottieri tutto chiacchiere, sfuriate, confidenze. Con colonne sonore uniche (e non necessariamente provenienti dal mangiacassette).

Il viaggio più che la meta. Il fatto è che niente come una “classica”, cioè un’auto sincronizzata col cuore e non col calendario degli appuntamenti, restituisce il piacere dell’andare, più che dell’arrivare. Di quello star seduti dietro a un parabrezza vista mare, monti, campagna che ha sempre il sapore di una prima visione. E poco importa se poi è la strada di tutti i giorni.

I vostri giri al volante. La verità è che tutti questi chilometri sono sempre unici. E hanno una storia che va raccontata: per questo vogliamo le foto dei vostri viaggi. Delle gite fuoriporta, dei weekend da paura. Del giro della vita e della vacanza perfetta. Valgono anche le mangiate sotto la pergola o i brindisi al bar per l’ultima “patina” arrivata nel gruppo; le prime prove dietro casa o il pomeriggio a zonzo tra le colline col sole negli occhi. O quando pioveva che non si vedeva niente, ma era bello lo stesso.

Ricordi di famiglia. Il viaggio sbiadito del nonno trovato nel cassetto? Bello anche quello. Come quello pop della mamma con le amiche dell’università. O la prima macchina del papà. Meglio ancora quella dello zio pazzerello, perché in ogni famiglia ce n’è uno. Che poi è quello che ha sempre le macchine più belle.

Racconti e foto. Insomma, fateci vedere di cosa siete capaci (e raccontateci il perché). Siamo sicuri che ci proverete con qualsiasi mezzo. Lecito, purché sia a quattro ruote. Classiche. Inviateci i vostri racconti e le vostre foto scrivendo a redazione@ruoteclassiche.it.

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