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21 July 2008 | di Redazione Ruoteclassiche

ACCOLTO IL RICORSO, L’ASI TREMA

Ormai il cerchio si stringe. E sarà ancora una volta la magistratura ordinaria a porre rimedio all'inconsistenza del potere legislativo e a una burocrazia amministrativa che fissa i criteri e poi non li fa rispettare. Ecco la novità. Una nuova sentenza (la n. 39.1.08, depositata il 23 giugno) della Commissione Tributaria Regionale di Perugia accoglie il ricorso di un contribuente che si era rifiutato di associarsi all'Asi per ottenere l'esenzione dal pagamento del bollo per una Volkswagen "Maggiolino" cabrio del 1974 e per questo era stato sanzionato.

Il ricorso era stato respinto in prima istanza dalla Commissione Tributaria Provinciale, sempre di Perugia, ma il ricorrente non si era dato per vinto e aveva proposto appello. I fatti risalgono al 2002, la prima sentenza avversa è del 2006, quindi oltre cinque anni, nei termini della prescrizione della presunta evasione del bollo. Ai legislatori, del resto, non sono bastati otto anni dalla legge 342/2000 sul minibollo per approvarne un'altra che ponesse fine alle anomalie da loro stesse lamentate: l'assurdo e incostituzionale monopolio dell'Asi sul minibollo per i veicoli ventennali. Tanto di cappello, quindi, al contribuente, che ha preferito affrontare tutte le spese conseguenti alle vertenze nei due gradi di giudizio, pur di far valere i suoi motivi e non sottostare ad alcun balzello.

L'autocertificazione, recita in pratica la sentenza, deve limitarsi a dichiarare l'originalità del modello indipendentemente dalle sue condizioni, atteso che può essere anche un relitto da salvare e considerato che ormai tutti i modelli della produzione ventennale sono stati certificati dall'Asi per i propri associati. Questa sentenza è molto importante perché costituisce giurisprudenza e può essere invocata e citata in tutti i casi.

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