L’automobile e la sua l’evoluzione come oggetto che ha ridefinito il rapporto con il tempo e il movimento: così il MAUTO apre le porte ad “Automobili. Una storia di innovazione concettuale”, la mostra dell’artista francese Alain Bublex che, dal 22 gennaio all’8 marzo 2026, rilegge oltre due secoli di storia dell’automobile come una continua sperimentazione di idee e forme.
Una storia non convenzionale dell’auto
Al centro dell’esposizione 44 opere, tra testi e immagini, ripercorrono la storia dell’automobile a partire da modelli spesso rimasti ai margini della produzione industriale, con due proiezioni video che offrono una panoramica sui disegni tecnici. Altro elemento centrale della mostra è “A l’abri du vent et de la pluie” (Al riparo dal vento e dalla pioggia), un’opera composta da dieci modelli in scala 1:10 provenienti dalla “Fondation Cartier pour l’art contemporain”, l’ente che ha affidato all’artista lo sviluppo del progetto. Queste miniature, ridotte all’essenzialità delle forme, si concentrano sui tratti fondamentali che rendono ogni modello immediatamente riconoscibile. A completare l’allestimento, appunti e schizzi consentono di entrare nel processo creativo dell’artista.
Uno scrigno di ricordi
Con queste opere, Bublex concepisce l’automobile come “spazio chiuso che ci contiene e ci trasporta”, un involucro che ha modificato il modo di percepire il mondo esterno e la relazione con esso. Ogni modello è un deposito di memoria, un’immagine capace di rievocare ricordi e associazioni. È ciò che Bublex definisce un “vagabondaggio” di idee, un movimento non lineare fatto di ritorni e deviazioni. In questo modo, la mostra invita il visitatore a riflettere sulla storia della mobilità e sul ruolo che l’automobile svolge nella costruzione della visione del mondo.
