All'asta la Ford Escort del 1978 di Ken Block
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12/04/2026 | di Andrea Paoletti
All’asta la Ford Escort del 1978 di Ken Block
Utilizzata nei video della serie “Gymkhana”, presente tra le vetture del videogame Forza Racing ed esposta anche al Petersen Museum di Los Angeles, è un’auto da corsa in tutto e per tutto
12/04/2026 | di Andrea Paoletti

Puristi e collezionisti tradizionali, attenzione: la Ford Escort RS Mk2 del 1978 di Ken Block non è certo un’auto da Concorso di Bellezza. Questo iconico esemplare, profondamente modificato per le performance, trova la sua vera dimensione nei raduni di drifting, tra derapate spettacolari e nuvole di fumo, o all’interno di collezioni contemporanee ispirate alla cultura dei social e delle visualizzazioni online. La Escort appartenuta al pilota e stuntman statunitense rappresenta così un pezzo unico, dove la storia del rally incontra l’estetica moderna e la passione per il motorsport digitale.

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Protagonista sul web

Sì, perché l’auto venduta su Bring A Trailer è quella costruita nel 2015 da Ken Block e il suo team Hoonigan, dopo averla acquistata ben 7 anni prima con l’obiettivo, poi sfumato, di usarla per competere in gare di rally su asfalto negli USA. Per chi non sapesse chi fosse Ken Block, sfortunatamente deceduto nel 2023 schiacciato dalla propria motoslitta, basta fare un giro su internet per trovare un’infinità di video che lo riguardano, dove mette alla frusta qualsiasi tipo di auto in percorsi creati appositamente per dare spettacolo, tra derapate, salti e manovre da stuntman. Ovvio quindi che le auto da lui pazientemente assemblate, siano esagerate, vistose, arroganti, viscerali, proprio come questa che originariamente se ne stava bella tranquilla in Inghilterra, inconsapevole del suo destino.

Stravolta nella meccanica, meno nel look

Oltre a un kit estetico della Rocket Bunny, questa Escort è stata sottoposta a una trasformazione meccanica profonda, per adattarla alle esigenze “di scena”. Il telaio è stato rinforzato, con l’aggiunta anche di un roll-bar a gabbia, mentre il motore non è più il 2.0 litri da 132 CV originale, ma un altro quattro cilindri, di 2.5 litri, un Millington Diamond, motore ad alte prestazioni prodotto negli USA specificatamente per utilizzi agonistici e qui accreditato di una potenza di 333 CV. C’è anche un cambio manuale sequenziale a sei rapporti Sadev e un differenziale posteriore sviluppato dalla divisione Motorsport della Ford. I freni a disco sono della AP Racing, gli ammortizzatori sono Reiger, regolabili e all’interno, spogliato di tutto, c’è posto solo per sedili Recaro di fibra di carbonio, un volante Sparco, un cruscotto digitale Cosworth/Omega e un sistema antincendio.

Porta i segni delle “Gymkhana”

I vetri laterali inoltre sono di plexiglass, non c’è il contachilometri e sia il serbatoio della benzina che quello dell’olio sono posizionati nel bagagliaio, mentre i cerchi in lega sono lievitati fino a 17” anche se inaspettatamente, non stonano e non sembrano sproporzionati sui volumi della fiancata. Aggiudicata per 285 mila dollari, il nuovo proprietario ha messo le mani anche su una ricca dotazione di pezzi di ricambio (nelle foto si riconoscono almeno 5 set di cerchi in lega e parti di carrozzeria), oltre a memorabilia legati alla storia “digitale” dell’auto, ovvero delle sue performance riprese da mille angolazioni. Le tracce di questa vita spericolata sono ben evidenti sulla carrozzeria, rigata e ammaccata. Inoltre, sono ancora presenti a bordo vari punti di attacco per action cam e sul pannello della portiera, dal lato guida, c’è l’autografo di Ken Block. I social, poi, hanno influenzato anche il mondo dell’auto e, tra restomod e trasformazioni, anche le classiche ormai possono assumere mille identità diverse.

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