Auto
15 aprile 2003 | di Redazione Ruoteclassiche

ARDITE TRASPARENZE

Finita la guerra, gli stilisti italiani furono chiamati a immaginare l'auto del futuro, partendo però quasi sempre da vecchi autotelai. Fra tutti, Zagato fu il più spregiudicato: nel 1947 propose una rosa di vetture dalle ampie superfici vetrate e dalle forme arrotondate, cui diede il nome di "Panoramica".

La vettura con cui Zagato inaugurò nel 1947 la serie "Panoramica" fu una Fiat "1100", caratterizzata da un abitacolo ampio e luminoso, nel quale le superfici trasparenti erano sapientemente realizzate con un mix di cristallo e plexiglas, un materiale allora sperimentale che permetteva la curvatura.

Vieri Rapi, l'ingegnere dell'Isotta Fraschini che al tempo collaborava con Zagato, utilizzò il plexiglas nella parte superiore del parabrezza, per il grande lunotto e i finestrini. Una soluzione modernissima che offriva al pilota un’ampia visibilità e al passeggero una vista, appunto, panoramica. Questo tipo di vettura ricevette un brevetto che Zagato utilizzò per le realizzazioni automobilistiche fra il 1947 e il 1950.

Con il nome "Panoramica", Zagato commercializzò un centinaio di vetture; le motorizzazioni erano di serie, ma a volte Zagato interveniva anche sui propulsori con l'aiuto del preparatore Facetti di Bresso o della Casa dell'Auto di Torino, che gli forniva le speciali preparazioni "Testa d'oro". Il modello più diffuso fu quello realizzato su meccanica Fiat "500" ("Tipo B" e "Tipo C"). Pezzi unici furono, invece, la Ferrari "166 MM", la Maserati "A6 1500", l'Alfa Romeo "8C 2300", la Lancia "Ardea" e la MG.

TAGS maserati
Condividi
COMMENTI