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02 novembre 2014 | di Redazione Ruoteclassiche

Asi, non chiamateli “Catorci da rottamare”

L’Asi entra nella discussione sul rischio di annullamento dell’esenzione del bollo per le auto tra i 20 e i 30 anni di età (previsto dalla Legge di Stabilità) con un comunicato a difesa del proprio operato. “Chi può arrogarsi il diritto di discriminare il rapporto che intercorre tra un veicolo a motore e la storia di chi l’ha posseduto? Ha forse meno valore il legame con la vettura con la quale si trascorrevano le vacanze con i propri genitori rispetto a quello con una sportiva di lusso?” si chiede l’Asi nel comunicato per ribadire la propria contrarietà a un provvedimento che se dovesse essere approvato così com’è taglierebbe le gambe non solo ai “furbetti” che, con la scusa dell’esenzione alle ultraventenni, hanno aggirato il fisco, ma anche a quanti vorrebbero davvero collezionare vetture non ancora trentenni.

Fatte le domande l’Asi di dà anche le risposte. E a chi contesta l’aumento “sospetto” delle iscrizioni negli ultimi 15 anni “culminato negli oltre 220.000 di quest’anno”, l’Automotoclub Storico Italiano risponde sostenendo che questo dato “testimonia, da un lato, l’ottimo lavoro svolto dai club locali e dell’Asi Nazionale che hanno organizzato oltre 2500 iniziative nell’ultimo anno su tutto il territorio nazionale, dall’altro la sensibilità dell’Automotoclub storico italiano verso un motorismo storico fatto di cultura, affetti, storia e passione, che non può e non deve essere appannaggio di pochi facoltosi collezionisti”.

Nel comunicato l’Asi risponde anche alle critiche sollevate dall’Aci Storico per bocca del suo presidente Angelo Sticchi Damiani (che trovate qui) sulla “facilità” con cui sono stati certificati come mezzi storici vetture che poi sono state utilizzate per tutt’altro; Roberto Loi, presidente dell’Asi risponde con un virgolettato in cui sostiene che: “Tutti i veicoli da noi certificati sono stati esaminati uno per uno da esperti incaricati dall’Asi stessa, per verificarne l’originalità di tutte le parti e le buone condizioni generali”.

Loi, inoltre, ribadisce la sua contrarietà alle Liste Chiuse con una semplice considerazione: “Istituire un registro chiuso di modelli di interesse storico significherebbe aprire potenzialmente i cancelli delle agevolazioni a vetture incomplete o in condizioni precarie, moltiplicandone esponenzialmente il numero. Sarebbe infatti sufficiente possedere un determinato modello di vettura per entrare nel numero delle esentate, indipendentemente dalle condizioni. Ho già espresso le mie perplessità sulle conseguenze dell’abrogazione dei commi 2 e 3 dell’art. 63 Legge 342/2000, inserite nella legge di stabilità 2015 che non porterà nella casse dello Stato il gettito sperato. Rischia di diventare una legge che mina l’esistenza stessa di questi veicoli che verranno probabilmente demoliti, mettendo in difficoltà, se ancora ce ne fosse bisogno, una categoria di artigiani e professionisti per i quali la manutenzione dei veicoli tra i 20 e i 30 anni, costituisce un’importante fonte di guadagno”.

A questo proposito il comunicato Asi cita l’esempio della Fiat Panda, “frutto della geniale penna di un designer di fama internazionale come Giorgetto Giugiaro, né d’altra parte come altre vetture che non possono vantare padri altrettanto noti, rappresentino comunque lo sforzo progettuale di un comparto industriale che ha consentito negli ultimi due secoli alle persone di spostarsi con le proprie famiglie in assoluta autonomia. Definire questi veicoli, il cui stato viene certificato da Asi meticolosamente, vettura per vettura, “catorci da rottamare” rappresenta un’offesa per tutte quelle persone che grazie a tali “catorci”, hanno condotto e continuano a condurre una vita libera e indipendente. In ogni caso i “catorci” certificati da Asi in 13 anni sono 501.386 e non 4/5.000.000 come asserito più volte, e di questi, quelli che ancora usufruiscono della possibile esenzione non sono più di 375.000, a fronte di un parco veicolare nazionale di circa 40.000.000 di veicoli”.

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