Aste / News
30 settembre 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

Aste, a Firenze un successo a metà

L’asta Pananti a Firenze richiama molti curiosi ma pochi compratori. Molti i sospetti su trattative fuori asta: un’abitudine tutta italiana che continua a frenare le vendite all’incanto nazionali. Bene le Ferrari e le auto italiane in genere.

Successo con qualche ombra per la prima asta tutta italiana di auto da collezione. A dimostrazione di come il concetto di vendita all’asta sia ancora lontano dalla mentalità nazionale, rispetto a quanto avviene nel mondo anglosassone. Sabato scorso a Firenze, nella splendida location di un vecchio mulino trasformato in albergo (all’Hotel Il Mulino appunto) sono stati aggiudicati solo il 29% dei lotti presentati (14 su 48) tra auto e automobilia. Tra questi, il 27% tra le auto (9 lotti su 33 a catalogo) e il 35,7% tra l’automobilia (5 lotti su 14).

Un risultato che lascia tuttavia soddisfatti gli organizzatori, la casa d’aste fiorentina Pananti: “Non dobbiamo paragonare questi risultati con le percentuali di vendita dell’80-90% delle aste internazionali di RM Sotheby’s o Bonhams” dice Filippo Pananti, battitore in questa vendita, “Da noi quando si arriva al 30-35% delle aggiudicazioni è un buon risultato. E poi, se guardiamo ai 2,2 milioni di euro circa del totale stimato e al milione e rotti euro totalizzato in 40 minuti, siamo su una percentuale del 50%. Che non è poi così male”.

La sala, stracolma di persone, si è poi rivelata meno interessata di quanto sembrasse: “La curiosità era tanta, ma poi solo sette compratori si sono contesi le vetture” dice ancora Pananti. Il sospetto, nemmeno tanto nascosto, è che ci siano state trattative sotterranee prima della vendita ufficiale. “È un costume tipicamente italiano” sostiene Pananti, “La tecnica di vendita all’asta, che è una tecnica trasparente e sicura, qui da noi non ha ancora preso campo. Ed è un errore, perché consentirebbe guadagni più sicuri sia a chi vende, sia a chi compra. La prossima volta metteremo il filo spinato, selezioneremo gli ingressi. Purtroppo è così, è un modo di fare tipicamente italiano. Senza dolo. Ma non sono pessimista. Anzi, il prossimo anno ci riproveremo con un’altra vendita tra febbraio e marzo. E alzeremo anche il livello delle auto in vendita. Vogliamo inserirci in un mercato di qualità, in modo da attirare una clientela più abituata a questo tipo di scambio, anche se inferiore a quello delle grandi case d’asta del settore”. Insomma, come dice un detto popolare: “gli italiani preferiscono comprare ancora in piazza” piuttosto che all’incanto.

Nel complesso, molti dei pezzi più interessanti sono stati comunque aggiudicati. Quattro delle cinque Ferrari in catalogo sono passate di mano, con un ottimo risultato per una Dino 308 GT/4 del 1975 disegnata da Gandini per Bertone, aggiudicata a 86.250 euro, compresi i diritti d’asta, a fronte di una stima massima di 70.000 euro. La vettura, in buono stato do conservazione (55.000 km percorsi) era anche dotata di una targa personalizzata 30875 (nome del modello e anno di produzione) che sicuramente ha dato il suo contributo al prezzo finale.

Molto oltre la stima massima anche una rara Fiat 1100 TV Trasformabile del 1955, anch’essa in buono stato di conservazione, stimata 40.000 euro e battuta a 52.900. La Trasformabile veniva costruita nel reparto “Sezione Carrozzerie Speciali Fiat”, ed è stata costruita in soli 571 esemplari, moltissimi dei quali venduti negli Stati Uniti.

Tra le vetture vendute, da segnalare: una Fiat 6C 1500B del 1939 ancora in buono stato di conservazione (47.150 euro), rarità alla cui realizzazione ha contribuito anche Mario Revelli di Beaumont; una Chrysler 72 ex Mille Miglia del 1928, probabilmente l’unico esemplare rimasto dei quattro preparati dalla Chrysler (173.650 euro); un'Alfa Romeo 1900 Super Sport del 1957, originale e in ottimo stato di conservazione (178.250 euro) e una Siata Daina Gran Sport del 1952, progettata da Rudolf Hruska su base Fiat 1400 in versione Stabilimenti Farina, aggiudicata per 276.000 euro.

Tra la memorabilia, tutta di grande qualità, l’interesse in sala si è scatenato in particolare su un disegno ad acquarello di Ernest Montaut del 1908, stimato 500 euro e battuto a 1495 euro, e sul riconoscimento per meriti sportivi a Luigi Musso, venduto a 1840 euro. Bene anche il disegno in blueprint del 1967 di Pininfarina della Daytona Coupé con le correzioni in inchiostro viole di Enzo Ferrari, venduto a 1610 euro, pari alla stima d’asta massima. Qui tutti i risultati dell’asta.

Gilberto Milano

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