Auto
14 gennaio 2015 | di Redazione Ruoteclassiche

Aston Martin punta sull’heritage e inventa l’auto reliquiario

Sulla plancia di ognuno dei soli sei esemplari di Aston Martin Works 60th Anniversary Vanquish sono montate manopole in metallo realizzate con pistoni di modelli del passato prodotti a Newport Pagnell.

Aston Martin mette in campo una nuova idea per valorizzare in modo speciale la sua ultima creazione in serie limitata su base Vanquish. Apparentemente, niente di anacronistico: per festeggiare 60 anni di attività di Aston Martin Works, lo storico stabilimento di Newport Pagnell, il marchio britannico ha lanciato una serie speciale della Vanquish. La produzione, limitata in soli sei esemplari, consiste in vetture uniche, personalizzate in collaborazione ufficiale con il reparto ordini speciali Q by Aston Martin negli allestimenti (colori di carrozzeria e configurazione dell’abitacolo).

Ma, attenzione, ecco il tocco da maestro: la parte centrale della plancia presenta manopole in metallo molto particolari. Si tratta di componenti risultanti dalla lavorazione di pistoni di motori Aston Martin di differenti epoche di produzione, rimasti presso lo stabilimento di Newport Pagnell come scarti da operazioni di ricostruzione o revisione di esemplari. Così, su ognuno dei sei esemplari troviamo un “pezzettino” di: DB 2/4 Mk II,  DB5, V8 Coupe, V8 Vantage X-pack, V8 Vantage Supercharged e la prima Vanquish.

L’automobile moderna, quindi, non si lega alla sua tradizione solo in un modo “ideale” ma accoglie in sé “pezzi” della sua storia e questi sono testimonianza viva del suo passato. E’ facile, e lecito, chiedersi se altri marchi seguiranno questo nuovo filone di valorizzazione dell’heritage di un marchio automobilistico. A quando un modello speciale, prodotto in pochissime unità, arricchito da un pezzettino di qualche sua storica vettura da corsa, magari inserito in una piccola teca sulla plancia?

Alvise-Marco Seno

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