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15 gennaio 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

Aston Martin verso la Borsa: aumenterà il valore delle sue storiche?

Un altro marchio storico dell'automobile si avvicina alla Borsa con un percorso simile a quello della Ferrari. Oltre ai numeri finanziari e sviluppo di nuovi prodotti sarà interessante capire come la quotazione impatterà sui valori delle Aston d'epoca.

Le indiscrezioni prima riportate da Automotive News e oggi riprese dalla stampa finanziaria (con il Sole 24 ore che oggi dedica un articolo al tema) iniziano ad essere tante per non arrivare alla conclusione che, salvo sorprese, anche Aston Martin, come già fatto da Ferrari, arriverà a quotarsi in borsa.

Per ora, come naturale che sia, si parla più di finanza che di auto: la possibile IPO (Initial Public Offering) sarebbe in corso di analisi e c'è chi immagina una valutazione del brand intorno ai 5,7 miliardi di euro. L'azienda macina utili anche se i margini al momento sarebbero più bassi di quelli di Ferrari, che in due anni ha raddoppiato il valore del titolo rispetto a quello di quotazione.

Eppure, secondo le indiscrezioni, i "multipli" ai quali sarebbe quotato il costruttore inglese sarebbero superiori a quelli di Ferrari, indicando che Marchionne aveva visto giusto immaginando che brand con storia e riconoscibilità tanto forte potessero essere paragonati a operatori del mondo luxury piuttosto che a normali costruttori automobilistici.

I margini di sviluppo potrebbero essere legati anche all'allargamento di gamma: come molti marchi premium e sportivi il tema SUV è sempre attuale e l'ultima ad aver fatto questa mossa è stata Lamborghini, altro costruttore che qualche auto classica dalla Miura alla Countach l'ha regalato alla storia. Sempre secondo il Sole 24 Ore anche lo sbarco in Formula 1 e le supercar a motore centrale potrebbero aiutare sia i conti sia l'immagine.

Si arriva così anche al discorso "storiche". Chiaramente non sono collegate in modo diretto alla quotazione, che riguarda l'azienda attuale e le auto di nuova produzione, quelle che impattano sui conti economici. Ma, come noto, le storiche "fanno immagine". Così è probabile che, se alla fine si deciderà per la quotazione in Borsa, la strategia di comunicazione della casa di Gaydon farà leva anche sui valori storici dei modelli del passato e sul legame con l'epopea di James Bond. Tipicamente, in questi casi, gli investimenti in comunicazione hanno una positiva ricaduta sul brand e anche sul valore dei modelli del passato, che diventano noti o ritornano "alla memoria" di vecchi e nuovi amanti del marchio.

La scorsa estate Sotheby's ha battuto a Monterey una DBR1 per circa 19 milioni di euro, l’auto più cara venduta nel 2017. Mentre passando ad auto più recenti riconducibili alla categoria delle youngtimer o instant classic nel febbraio 2016 una delle 10 DB10 guidata da James Bond in Spectre è stata battuta da Christie's a circa 3 milioni di euro.

Anche senza la spinta della quotazione in Borsa, l'indice K500, che misura andamento delle storiche, ha comunque registrato una crescita di valore sostenuta delle Aston Martin pur se non al livello delle Ferrari. Varrà la pena monitorare nei prossimi mesi l'andamento dei modelli storici Aston Martin e se davvero quotazione sarà, per gli appassionati e possessori delle auto di Gaydon ci sarà la possibilità anche di diventare investitori in un brand storico pura incarnazione dello spirito automobilistico british. E chi riuscirà ad avere l'originale del prospetto informativo farà bene a conservarlo, avrà già in casa una memorabilia del futuro da lasciare ai nipoti.

Luca Pezzoni

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