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03 maggio 2018 | di Redazione Ruoteclassiche

[Auto & arte] Gli animali metallici in mostra a Casa Depero

Un percorso espositivo al Mart di Rovereto celebra il mito dell'automobile dal futurismo al presente.

C'è tempo fino al 10 giugno per non perdersi al Mart di Rovereto una delle mostre più interessanti sul tema auto ed arte, motivo in più approfittarne questo fine settimana se si parte da lontano per andare a visitare Verona Legend. In fondo, dalla città di Romeo e Giulietta si arriva a Casa Depero, dove si tiene il percorso espositivo, in poco meno di un'ora se si segue la A22 mentre, senza fretta e costeggiando il lago di Garda sponda orientale, si può cogliere l'occasione per fare una sgroppata con la propria classica lungo un itinerario oltremodo affascinante.

Una mostra interessante perché, pur non essendo ricchissima di contenuti (bastano poche ore per visitarla, approfondire e ripassare) si distingue per originalità dell'approccio che parte dal futurismo ma arriva ai giorni nostri. Del mito automobilistico futurista, legato ai primi anni del Novecento e immortalato nei versi di Marinetti già si è detto molto se non tutto. Certo stupisce ancora rivedere l'attualità di quei concetti e l'impatto sui costumi anche sociali dei veicoli a motori.

Depero si concentra sull'estetica delle automobili, le definisce persino mandrie, fotografandole nel suo viaggio negli Stati Uniti, ma sono poi i versi di Prospettive Fiabesche di Macchine Rare, datati 1935 a parlare in modo inequivocabile di una rivoluzione epocale: "Il dorso di una sesta macchina mi pare la potente maschera di una testuggine automobilistica. Occhi posteriori enormi con le profonde pupille difese. Parafanghi simili a salde coscie d’acciaio resistenti ai morsi più felini. Sette sbarre le proteggono la faccia invisibile. Marca “Blitz” ovvero “Lampo”: nome temporalesco che rivela il suo programma d’assalto".

Rivoluzione ed atmosfera colta per immagini anche da Mario Sironi nei suoi paesaggi urbani che fanno posto agli animali metallici o dai poster di immagini rielaborate di Gianni Bertini. Ma non di solo futurismo vive la mostra curata da Nicoletta Boschiero e Federico Zanoner. Si arriva anche alla contemporaneità con Untitled del famoso quanto discusso Basquiat che disegna auto come farebbero i bambini ma descrivendo, al tempo stesso, i temi propri della catena di montaggio e dei pianali uniti alla carrozzeria in un modo che si presta a differenti letture, in base al grado di passione per mondo automobilistico e industriale negli occhi di chi guarda.

La Fiat 500 di Andrea Facco con tanto di cartolina spedita dall'artista a se stesso secondo modalità note nel mondo artistico, aggiunge colore ad un percorso variegato, che si articola anche in foto d'autore in bianco e nero con un maggiolino e un Bullit decontestualizzati in aeroporto quasi a far posto alla nuova forma di mobilità contemporanea, quella degli aeroplani.

E ancora, spaccati di propulsori, poster della Fiat con il Balilla, grafiche curate da artisti liguri per il concorso di eleganza di Acqui, pagine pubblicitarie di pneumatici Pirelli o Michelin piuttosto che di carburanti o manuali di limousine Lancia e copertine di riviste dedicate al guidatore del tempo che fu. Non mancano davvero i motivi di interesse, tanto che se la mostra fosse di gradimento ci permettiamo anche di consigliare di investire i 15 euro aggiuntivi nel catalogo che, oltre ad essere realizzato con cura, permette di meditare e approfondire in modo compiuto i contenuti espositivi. 

L’esposizione è articolata sui tre piani di Casa Depero, un building perfettamente restaurato, e arricchita da una selezione di fotografie, illustrazioni, materiali pubblicitari e a stampa provenienti dall’Archivio del ’900 del Mart. Per chi non ha potuto ancora visitare il Mart e il sistema museale completo vale la pena dedicare qualche ora in più ampliando la giornata artistica e optare quindi per il più conveniente biglietto congiunto che consente l'accesso a tutte le mostre.

Luca Pezzoni

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