Le macchine dei Papi andavano da Dio - Ruoteclassiche
News
21 December 2012 | di Redazione Ruoteclassiche

Le macchine dei Papi andavano da Dio

Per secoli carrozze, portantine e automobili hanno accompagnato i Papi nei loro spostamenti. Come direbbe Luciana Littizzetto, ancora oggi, a vederle, “si capisce che vanno da Dio”. Il contesto, il Padiglione delle Carrozze, situato nei Giardini Vaticani e parte integrante delle collezioni storiche dei Musei Vaticani: di fatto, il “garage del Papa”.
Rinnovato e ampliato di recente, accompagna il visitatore in viaggio nel tempo al seguito dei Pontefici e dei loro veicoli: che dal 1931, con l’istituzione del Registro automobilistico, portano la targa SCV (Stato della Città del Vaticano) a lettere nere su sfondo bianco, eccetto una, quella a lettere rosse riservata alla vettura privata del Santo Padre. Come ricorda la Fiat “Nuova Campagnola” aperta, sulla quale Papa Giovanni Paolo II attraversava piazza San Pietro quel 13 maggio del 1981, quando tra la folla si alzò il braccio teso di Alì Agca per fare fuoco.

La Fiat "Nuova Campagnola" sulla quale Papa Wojtyla fu ferito dalla pallottola sparata in San Pietro da Alì Agca il 13 maggio 1981 (Foto Musei Vaticani)

Proprio all’interno di questa jeep, che volò tra le strade di Roma per portare il Papa in coma al Policlinico Gemelli, venne ritrovata la pallottola mai consegnata agli inquirenti per volere dello stesso Papa Wojtyla e finita incastonata nella corona della Madonna di Fatima. Ora questa vettura, sostituita dopo l’attentato da “papamobili” blindate firmate Mercedes, è l’ultima arrivata, insieme con altri superbi esemplari, nel padiglione istituito da Pio VI nel 1967. Commovente reliquia, calamita l’attenzione dei visitatori, rubando la scena alla star dell’esposizione, la “Berlina Gran Gala”, magnifica opera d’arte che spicca tra carrozze, portantine, finimenti e bardature per cavalli, modellini e automobili. La “Gran Gala”, voluta da Leone XII, che la utilizzò in rare occasioni e solo entro le mura Aureliane, è un trionfo di legno intarsiato, velluti, ori, ricami che fanno da cornice, al suo interno, a una vera e propria “sala del trono”. Per spostarsi al di là della Città Eterna i Papi si avvalevano di carrozze da viaggio, come documentano due pezzi della raccolta. Ma nel 1870, con la presa di Roma e fino al 1929, anno in cui vennero firmati i Patti Lateranensi, i pontefici non uscirono mai dalle mura del loro Stato. Ce lo ricordano due piccole berline e un landau a bordo dei quali pare di vederli scarrozzati per i viali dei Giardini Vaticani. Viali che, con la Conciliazione tra Stato e Chiesa, si animarono di automobili, a volte legate al passato, come la “Lictoria Sex” donata a Pio XI dalla Società Italiana Automobili Citroën Milano, con carrozzeria color amaranto, cromature in bagno d’oro e un abitacolo posteriore trasformato in salottino settecentesco. Al tempo dovevano invece apparire all’avanguardia altre auto che note Case produttrici facevano a gara per donare al Papa.

La Fiat "525" regalata a Pio XI nell'aprile del 1929 (Foto Musei Vaticani)

Pensiamo alla Fiat “525” e all’Isotta Fraschini “8A”, pezzi forti della raccolta e, soprattutto, alla Graham Paige “Type 837” che i fratelli Graham fecero arrivare a Pio XI direttamente dalla Motors Corporation di Detroit: vettura che il Pontefice predilesse al punto da utilizzarla per la prima uscita dal Vaticano per celebrare il cinquantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Preziosa in quanto ritenuta l’unico esemplare esistente, questa vettura è stata resa famosa da una foto, che ritrae Pio XII mentre benedice la popolazione alla quale era andato a portare conforto nel quartiere romano di San Lorenzo dopo il bombardamento del 1943. All’ombra di tali monumenti splende per la sua bella storia un “Maggiolino”, parte delle recenti acquisizioni. Ultimo di una serie di tremila pezzi prodotti dalla Volkswagen messicana, fu donato nel 2004 dal presidente del Messico, Luis Manuel Abella Armella, a Giovanni Paolo II, in piazza San Pietro dopo un’udienza, in segno di gratitudine per la visita effettuata dal Pontefice nel Paese nordamericano. Non lontano, in una teca, merita attenzione il volante della Ferrari “MT 867/B” 2003 di F.1 di Michael Schumacher, capolavoro di tecnologia, donato dalla Casa di Maranello a Benedetto XVI, “Papa pilota della Cristianità”.

I Musei Vaticani sono aperti dal lunedì al sabato, ore 9-16 (chiusura la domenica, salvo l’ultima di ogni mese, a ingresso gratuito; i giorni festivi nazionali e religiosi). Ingresso 15 euro. Info: tel. 06 69884341.

Maria Isabella Brogi Riccetti

Condividi
COMMENTI