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24 October 2019 | di Redazione Ruoteclassiche

Auto storiche a Torino: “Serve una deroga inattaccabile”

Auto storiche in Piemonte: la Regione in campo promette la deroga in una norma inattaccabile da appelli. "Chiediamo agli appassionati solo il tempo di redigere un testo di legge chiaro, basato su dai dati scientifici. Ci servono solo alcune settimane. Correggeremo a breve l’errore dello stop rivolto ai mezzi storici. I nostri uffici stanno già lavorando".

"Il mancato inserimento di una deroga per le auto storiche è un errore materiale a cui rimedieremo con una norma mirata, inattaccabile e a prova di qualunque ricorso. Del resto le auto storiche sono in un numero esiguo rispetto al parco circolante attuale: sono in pratica i modelli d’epoca, la cui grande maggioranza ha più di 30 anni di età e magari sono pure iscritti in registri storici. Le vere difficoltà create al clima sono date da altre emissioni, come il riscaldamento domestico e le applicazioni in agricoltura. Aggiusteremo il tiro e correggeremo questo assurdo". L’assessore regionale piemontese, a nome della giunta di Alberto Cirio interviene nuovamente dopo lo stop imposto ai mezzi storici a Torino e in un’altra ventina di Comuni.

Questione di tempo. «Gli appassionati non temano: inseriremo anche le auto storiche nell’elenco dei veicoli che potranno circolare nelle città, senza incappare in sanzioni». La Regione punta "alla stesura di una norma organica che contemperi le esigenze del tutelare un patrimonio storico quale quello delle vetture d’epoca e nel contempo garantire la qualità dell’aria sul fronte delle emissioni". Dunque è solo questione di tempo: "Ci serve un testo inattaccabile e che faccia riferimento ad una letteratura tecnica e scientifica consolidata. Ma non demonizzate l’auto: non sono solo le macchine che inquinano, ma soprattutto gli impianti di riscaldamento a legna".

L'esempio della Lombardia. "La nostra giunta non vuole fare azioni spot — ha continuato l’assessore regionale -. Pensiamo a politiche strutturali che vadano bene per i prossimi anni. Bisogna fare cose nuove, perché non hanno funzionato quelle vecchie". Quindi la deroga annunciata per le auto storiche ci sarà, ma sarà inserita nel quadro di "una norma con un impianto strutturato. Potremmo valutare di adottare la ‘scatola nera’, la Move-in che in Regione Lombardia pare stia dando risultati incoraggianti" ha detto Marnati. E in effetti è di questa settimana la notizia che i veicoli inquinanti che montano la black box regionale potranno accedere alla Zona B di Milano dove si potrà percorrere solo una parte della deroga chilometrica complessiva che Move-in consente. Per esempio, dei 7.000 km permessi in tutto il territorio oggetto di limitazioni in Regione Lombardia ai veicoli Diesel Euro 3, se ne potrà percorrere solo una certa percentuale all’interno di queste aree oggetto di ulteriori limitazioni, come area B. È stato proposto il 30% e l’ipotesi è di avere l’operatività per gennaio 2020".

La proposta dell'Asi. Sul fronte degli appassioni ha invece agito l’Asi, rivolgendo delle precise proposte di deroghe per i mezzi storici alla giunta del governatore Cirio: "Le deroghe chieste dall'Asi alla Regione Piemonte sono state due. La prima riguarda i veicoli con anzianità di costruzione compresa tra i 20 e i 39 anni in possesso di Crs trascritto sulla carta di circolazione. Visto che alcuni paventano un loro possibile uso quotidiano si è chiesto vengano ammessi alla circolazione solo dalle ore 18 alle 6 dei giorni feriali e senza limitazioni di orario nelle giornate festive e in occasione di manifestazioni e raduni. Escludendo la possibilità di utilizzare tali veicoli tra le ore 6 e le 18 dei giorni feriali non è pensabile che possano essere interpretati come veicoli d’uso quotidiano. La seconda deroga richiesta riguarda i veicoli storici con età superiore ai 40 anni in possesso di Crs trascritto sulla carta di circolazione: per quanto attiene la circolazione, a questi veicoli si chiede siano applicati gli stessi criteri adottati per i veicoli appartenenti alla classe meno inquinante. Tali veicoli hanno caratteristiche tali che sarebbe antieconomico e non pensabile utilizzarli come mezzi di trasporto quotidiano» riporta una nota che riflette l’impegno del presidente Alberto Scuro.

Non demonizziamo le auto storiche. La replica dalla Regione di Matteo Marnati, è chiara: "Le concentrazioni di particolato non riguardano solo le auto. È necessario un mix di interventi che non sacrifichino gli impianti produttivi" spiega l’assessore, che si dice "contrario agli estremismi". Anche per questo motivo, la Regione sembra decisa nelle ultime settimane a concentrarsi sulle emissioni degli impianti di riscaldamento come quelli a pellet. "Adesso dobbiamo lavorare sul loro controllo per limitare le emissioni nocive — chiosa Marnati— . Verificando anche la qualità del materiale che viene bruciato. E per favore, lasciate stare le auto storiche e non demonizziamo un patrimonio nazionale".

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Roberto Manieri

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