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28 febbraio 2007 | di Redazione Ruoteclassiche

AUTO STORICHE E REDDITOMETRO

Anche i veicoli storici potrebbero finire sotto la scure del Redditometro (d.P.R. n.600 del '73), Lo sostiene una recente sentenza della Corte di Cassazione (la n. 1294 del 17.12.2006) giunta dopo venti anni, che ha respinto un ricorso presentato da un contribuente nel 1987.

In quell'anno l'Ufficio delle Imposte di Verona rettificava il reddito dichiarato da un contribuente per il possesso di una Jaguar "MK2" del 1963 (valoreattualesedici mila euro, pari a quello di una utilitaria) che, in quanto auto storica, non era stata inserita nella dichiarazione dei redditi per i conteggi con il sistema del Redditometro allora in vigore. E pensare che anche il SECIT, il servizio ispettivo del Ministero delle Finanze, era di questo parere, dopo che sia il Ministro delle Finanze del Governo Dini prof. Augusto Fantozzi sia il vice Ministro delle Finanze del Governo Prodi prof. Gianni Marongiu, si erano pronunciati in questo senso nel corso di due nostre interviste concesse a Ruoteclassiche (maggio e luglio 1996), che su questo tema aveva aperto un ampio dibattito.

È bene fare chiarezza: questa sentenza rimette in discussione concetti che sembravano superati. A questo fine abbiamo di nuovo interpellato questi due illustri tributaristi, unitamente al senatore Nicolò Ghedini, membro della Commissione Giustizia del Senato, chiedendo loro sesiacorretto o meno applicare uno strumento sintetico di accertamento del reddito dichiarato come il Redditometro ai veicoli storici. Ebbene tutti concordano: è sbagliato applicare ai veicoli storici il Redditometro, che fa esclusivo riferimento ai cavalli fiscali dei veicoli posseduti, senza tener conto dello stato d'uso (possono essere dei rottami) e del loro impiego occasionale (che non può determinare una spesa di esercizio).

Ruoteclassiche di marzo approfondiscequesto temariportandotali interviste.

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