Auto
18 December 2019 | di Andrea Zaliani

Autobianchi Primula, versatile tuttofare

A metà anni Sessanta, in occasione del Salone dell’auto di Torino del ‘65, l’Autobianchi presenta la Primula. Una berlina-giardinetta (break) equipaggiata con il noto e collaudato motore 1200 cc Fiat

La Primula si può considerare la prima autentica Autobianchi: infatti, sebbene il progetto sia della Casa torinese, rappresenta il primo modello prodotto dalla giovane realtà di Desio con meccanica – ad eccezione del propulsore, appunto- totalmente nuova e non adottata da altre vetture.

Aspetto gradevole. La Primula sfrutta l’interessante modulo costruttivo fondamentalmente impiegato anche dagli inglesi con la Mini Minor e da Pininfarina con la Austin A40. La carrozzeria, infatti, è di tipo break, un riuscito compromesso stilistico fra station-wagon e berlina, ed è forse più vicina alla prima, in quanto adotta la portiera posteriore in coda. Nel frontale ricorda vagamente la 1100 D Fiat e nella coda la versione familiare della Fiat 1300-1500. Proprio per questo motivo non si può parlare di una linea inedita, ma si deve riconoscere che il suo aspetto, nell’insieme, è ben riuscito. Nonostante l’accessibilità mediocre al posteriore, il modello garantisce un sufficiente livello di comodità per tutti e quattro gli occupanti. Il grado di finitura non eccelle particolarmente, ma risulta comunque proporzionato alla classe di appartenenza. Strumentazione dal disegno semplice e ben leggibile, dotazione limitata.

La tecnica. Le caratteristiche tecniche di rilievo nella Primula sono, senza dubbio, la sistemazione trasversale del motore e la trazione anteriore. Degno di nota pure l’originale impianto di raffreddamento a doppio radiatore (uno serve anche da riscaldamento per l’abitacolo), con ventilatore ad azionamento elettrico ed automatico. Il motore, invece, è il 1221 cc Fiat, che per l’occasione arriva ad erogare 59 cv sae.

La prova di Quattroruote. Il test effettuato dalla “nostra” rivista evidenzia un motore leggermente rumoroso, ma potente, brioso e discretamente elastico. Al suo fianco uno sterzo leggero, sufficientemente preciso e diretto, affiancato da un cambio con marce ben sincronizzate ma anch’esso troppo rumoroso nel funzionamento. Impianto frenante efficiente. La principale osservazione riguarda lo scarso confort di marcia.

La quotazione attuale. La valutazione odierna per un’Autobianchi Primula, prima serie, ha un range di prezzi che varia da un minimo di duemila a un massimo di seimila euro, per un esemplare in condizioni ottimali.

Diteci la vostra. E voi, cosa ne pensate di questa vettura? Ne avete mai posseduta una? Fatecelo sapere attraverso i commenti qui sotto. Inoltre, se avete una storia particolarmente interessante sul suo conto, potete scriverci una mail all’indirizzo di posta redazione@ruoteclassiche.it.

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