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18 giugno 2013 | di Redazione Ruoteclassiche

Autosole, giorno 2 [LIVE]

Ore 23.48

Rientriamo in hotel quasi "scollinando" nel terzo giorno. Complessivamente, tra Milano-Napoli, rientro a Roma e tour notturno nella capitale, abbiamo macinato circa 1100 km. Non un problema tecnico, neppure col tanto temuto sole impietoso del Sud, che ha portato la temperatura sulla soglia dei 37 gradi per lunghi tratti...

Hanno guidato, fotografato, bloggato, commentato: Alfredo Albertini (capo missione), Alessandro Barteletti (fotografo, voce radiofonica del team, nonché “GoPro”-dipendente), Dario Tonani (voce narrante del blog).

Da Automobilismo Storico Alfa Romeo: Giuseppe Baglì (responsabile officina e angelo custode delle vetture), Marco Fazio (responsabile Centro Documentazione Alfa Romeo, driver della “Giulia”), Fabrizio Umberto Hardouin (Ufficio Stampa Gruppo Fiat).

Si ringraziano:

il Comune di Milano e la Polizia locale; il Capitano Giuseppe Imperatore - responsabile dei Vigili Urbani Motociclisti di Napoli - e l’Assistente Capo Felice Tritto; l'Ispettore Natella del Museo della Polizia; Pasquale Alfieri e il Marriott Grand Hotel Flora; Isoradio; Autostrade per l'Italia; Alfaroma e Alfasud Club Italia (che si sono aggregati al tour nella Roma "by night").

Ore 19.50

Veniamo scortati verso il Colosseo da un'Alfa Romeo "2600 Sprint" della Squadra Mobile del 1964. A bordo della "Pantera" un agente in divisa estiva d'epoca...

Sostiamo davanti al Quirinale, più ammirati dei palazzi delle istituzioni che ci circondano.

Una foto sotto l'Altare della Patria...

Arriviamo al Colosseo...

E infine in San Pietro, dove siamo stati raggiunti da alcuni appassionati dei sodalizi Alfaroma e Alfasud Club Italia, che si sono aggregati al tour nella Roma "by night"...

Ore 16.55

Sulla via del ritorno verso Roma ci accompagna un traffico davvero minimo, tanto che ci concediamo frequenti cambi di formazione. E per un breve tratto procediamo appaiati, con le tre vetture ad occupare tutte le corsie.

Già il traffico. Scriveva Quattroruote nel marzo 1965: "Il volume di traffico previsto per venti anni è stato raggiunto dopo appena cinque anni”.

Il miliardo di veicoli transitati sull'Autosole è stato raggiunto entro i primi 23 anni dall'apertura del primo tratto (maggio 1981).

Ore 15.50

Seduto sul divanetto posteriore della "Giulia", in un vortice d'aria rovente che entra da entrambi i finestrini anteriori completamente abbassati, lascio che sia Alessandro, al volante, a raccontarmi la vettura: "In mezzo al traffico riesci istintivamente a mantenere le perfomance di un'auto moderna. E grazie al suono del motore, cambi a orecchio senza bisogno del contagiri. La strumentazione ci permette di tenere sotto controllo tutte le parti vitali della vettura e comprende anche elementi che oggi sono esclusivamente appannaggio di pochissime auto d'alta gamma (termometro e manometro dell'olio).

La temperatura dell'acqua anche in mezzo al traffico 'rovente' di Napoli non supera mai gli 80 gradi. Nella norma anche quella indicata dal termometro dell'olio. Nel caotico traffico partenopeo ci districhiamo con agilità. Pur essendo un'auto pepata e corsaiola e grazie a una coppia molto pronta fin dai bassi regimi, la 'Giulia' è particolarmente elastica: in quarta da 2000 giri riprende senza esitazioni; avverti il rombo che si gonfia, la macchina entra in coppia e ti senti lanciato finché non innesti la quinta. Quinta che, se stessimo viaggiando cinquant'anni fa (quando i limiti di velocità non esistevano), ci avrebbe permesso di raggiungere tranquillamente i 190"...

Ore 14.10

Ora di presentare la squadra. Dalla redazione di Ruoteclassiche, in rigoroso ordine alfabetico, i giornalisti: Alfredo Albertini (capo missione), Alessandro Barteletti (fotografo, voce radiofonica del team, nonché "GoPro"-dipendente), Dario Tonani (voce narrante del blog).

Dall'Alfa Romeo: Giuseppe Baglì (responsabile officina e angelo custode delle vetture), Marco Fazio (responsabile Centro Documentazione Alfa Romeo, driver della "Giulia"), Fabrizio Umberto Hardouin (Ufficio Stampa Gruppo Fiat)...

Ore 12.05

Alla barriera di Napoli ci accolgono il Capitano Giuseppe Imperatore - responsabile dei Vigili Urbani Motociclisti di Napoli - e l'Assistente Capo Felice Tritto, che ci scorteranno in staffetta fino al Maschio Angioino.

Montiamo la "GoPro" sul cofano della "Giulietta", concordiamo velocità di crociera, formazione e posizioni...

Ore 11.55

La nostra "Giulia" procede per un lungo tratto in corsia di sorpasso, sul filo dei 130! Dà sfogo alla sua naturale predisposizione corsaiola. E lo fa senza prendersi quei rischi che negli anni 60 erano invece l'incubo di tante vetture costrette ad andature uniformi e veloci in autostrada.

Nel nobile intento di educare gli automobilisti alla guida su strade rettilinee e con curve ad ampio raggio, Quattroruote non perdeva occasione di raccomandare di sollevare il piede dall’acceleratore per qualche secondo almeno ogni 10-15 km, proprio per ridurre il rischio di surriscaldare il motore.

Ore 11.30

Caldo torrido (34 gradi) e umidità al 54%: a bordo della "Giulia" - priva di bocchette di aerazione - si viaggia a finestrini abbassati, in un perenne vortice di aria da phon. Partenze intelligenti? L'intelligenza era scampare i colpi di calore...

Negli anni 60-70 simili trasferimenti avevano l'aura dell'avventura e venivano affrontati nelle ore più "fresche", addirittura di notte per i viaggi più lunghi. Per quasi tutte le automobili erano "gli anni del deflettore", della fermata sulla piazzola di sosta per aprire il cofano e dare un po' di refrigerio al motore.

Tra le "top 5" nelle cause di soccorso stradale nei primi anni dell'Autosole spiccavano, nell'ordine, i problemi all'impianto di raffreddamento, la mancanza di carburante (quanto sono rade le stazioni di servizio tra Roma e Napoli rispetto ai tratti più a nord!) e i cedimenti meccanici ed elettrici (l'elettronica era ancora lungi dall'arrivare). Più distaziati le forature e i veri e propri incidenti...

Ore 9.50

Per il nostro viaggio nel tempo avevamo ovviamente varie opzioni circa la scelta dell'auto - Fiat "500" o "1100", Lancia "Appia", Volkswagen "Maggiolino" - ma la scelta di Ruoteclassiche è ricaduta sulla "Giulia" perché questa era la vettura di riferimento dei primi anni 60 (durante i primi lavori dell'Autosole), la più ambita e desiderata soprattutto da chi desiderava cimentarsi con prestazioni sportive e una guida sicura.

Abbiamo voluto trattarci particolarmente bene perché non ci siamo accontentati di una "Giulia TI" normale (stesso motore 1600, ma senza due carburatori doppio corpo come nella nostra "Giulia TI Super" da 113 CV)...

La "TI Super" fu costruita in soli 501 esemplari per l'omologazione corsa nella categoria Turismo. In Italia, i circuiti teatro delle sue grandi imprese (con i piloti Andrea De Adamich e Teodoro Zeccoli) sono stati Monza, Mugello e Vallelunga, tutti, guarda caso, autodromi che abbiamo avvicinato lungo il nostro percorso sull'Autosole...

Ore 9.40

Sfiliamo accanto a Ponte Milvio, che fece da giro di boa romano per le edizioni storiche della Mille Miglia.

Ci stiamo dirigendo verso Roma Est e non Roma Sud, nonostante la meta di oggi sia Napoli, perché un tempo non c'era un collegamento diretto tra la Milano-Roma e la Roma-Napoli. Si doveva uscire a Fiano Romano, raggiungere il grande Raccordo Anulare, fare mezzo giro intorno alla città e imboccare l'Autosole in direzione Sud.

La "bretella" che consentiva di entrare al casello di Milano e uscire a quello di Napoli senza dover percorrere un tratto di viabilità ordinaria attorno a Roma fu completata solo nel 1988 (data che decretò la fine dei lavori di realizzazione dell'Autosole)...

Ore 9.25

Il Marriott ospita diverse delegazioni diplomatiche, e davanti all'ingresso stazionano una pattuglia della Polizia e parecchie guardie del corpo. E poi targhe diplomatiche, autisti, agenti in abiti civili...

Un agente in divisa ci avvicina, affascinato dalla "Giulia" su cui ricorda di aver seguito i corsi di guida che un tempo erano organizzati proprio dall'Alfa Romeo. La simpatia del marchio presso le forze dell'ordine è straordinaria: "salire su un'Alfa" ci spiega il poliziotto, "era un momento fondamentale della formazione di un agente di Polizia. E un motivo di soddisfazione personale"...

Tra chi ci ferma per dare un'occhiata alla macchina e scambiare quattro chiacchiere sul passato dell'Alfa, la percentuale di persone in divisa (o che ne ha vestita una nel corso della sua vita) è altissima. I loro ricordi intrecciano sfera professionale e familiare, anche se gli ex agenti che guidavano professionalmente un'Alfa negli anni 70 e 80 si rammaricano di non averne mai posseduta una. Troppo cara per la famiglia di un poliziotto...

Ore 8.30

Breve briefing mattutino sulla terrazza al settimo piano dello splendido Marriott Grand Hotel Flora nella centralissima via Veneto, a Roma, e siamo pronti per imbarcarci per il secondo giorno del nostro viaggio nel tempo, via Autosole. Destinazione Napoli.

Memori dell'andatura di ieri (60 km/h circa di media) dobbiamo mettere in conto, tra una sosta e l'altra, almeno tre ore/tre ore e mezza per coprire i 227 km e raggiungere il capoluogo partenopeo...

Ieri abbiamo percorso 564 km, con 62,16 litri di benzina: circa 9 km con un litro. Per un'auto di 50 anni fa, con motore "1600" e identità corsaiola, non è una perfomance da poco...

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