Auto
30 luglio 2003 | di Redazione Ruoteclassiche

BASTIAN CONTRARIA

Quattro cilindri? No, tre. Quattro tempi? No, due. Trazione posteriore? No, anteriore. Ai suoi tempi era, probabilmente, l'auto più originale sul mercato. La nostra è conservata, a volte fa le bizze e per metterla in moto bisogna spingerla. Appartiene a uncollezionista di 17 anni, senza patente.

C'erano una volta macchine molto curiose, ma la DKW "Junior" le batteva tutte: motore due tempi, tre cilindri e trazione anteriore. La nostra "Junior De Luxe" appartiene a Fabrizio Cantatore, carrozziere di Casale Monferrato (Alessandria). Quando il papà acquistò la vettura, vent'anni fa, Fabrizio non era ancora nato. Carrozzeria e interni si presentano bene: la vernice, originale, ha solo qualche segno, i sedili sono sempre stati avvolti da foderine e le cromature sono scintillanti.

Sebbene fosse un'utilitaria, la "De Luxe" aveva pretese da vettura di classe superiore, per la sua verniciatura bicolore, l'abbondanza di cromature e il finto legno sulla plancia. Anche la cilindrata di 796 cm³ era da vettura utilitaria solo in apparenza, perché la potenza specifica del "due tempi" è superiore a quella del "quattro tempi".

Al contrario della "Junior", che doveva rifornirsi con miscela al 5%, la "De Luxe" era provvista di un miscelatore (sistema "Lubrimat"), che pescava il lubrificante dal suo serbatoio e lo dosava in funzione dei giri del motore, consentendo un notevole risparmio d'olio. Com'è noto, sul "due tempi" le candele tendono a imbrattarsi d'olio, cosa che puntualmente si verifica sulla nostra "Junior De Luxe" quando tentiamo di avviare il motore. Fortuna che la macchina è leggera (circa 700 kg) e si riesce a spingerla con facilità. A bordo lo spazio è giusto per quattro persone.

Il posto di guida è abbastanza comodo, nonostante il volante basso e la pedaliera disassata per via dei passaruota ingombranti. La leva del cambio è un po' lontana e poco maneggevole, in compenso la frizione e lo sterzo sono leggerissimi; le sospensioni sono un po' ondeggianti ma le ruote restano attaccate all'asfalto. Il freno motore si avverte poco (tipico del "due tempi"), costringendo a usare intensamente i freni, che si surriscaldano e perdono d'efficacia.

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