Gran Premio Nuvolari - Ruoteclassiche
Attività
21 May 2021 | di Paolo Sormani

Gran Premio Nuvolari

Il Gran Premio Nuvolari è considerato una delle più belle e appassionanti gare del calendario. Ogni anno vi partecipano centinaia di equipaggi, molti dall’estero, per godersi lo spirito e i paesaggi italiani attraversati.

Sono passati trent’anni da quando nel 1991 Claudio Rossi, Luca Bergamaschi e Marco Marani, i soci fondatori della Scuderia Mantova Corse, con Fabio Novelli diedero il “via!” alla rievocazione del Gran Premio Nuvolari. Una gara di regolarità che è un concentrato di bellezza, motori e italianità. La Scuderia continua a organizzarlo preservandone l’intensità, la qualità dell’allestimento e il livello competitivo di piloti ed equipaggi. Non è un caso che il GP Nuvolari appartenga al Campionato Italiano Grandi Eventi di ACI Storico, al pari della Coppa Milano-Sanremo, della Coppa d’Oro delle Dolomiti e la Targa Florio Classica. E che molti dei vincitori, dei partecipanti e delle vetture della top ten finale siano condivisi con la graduatoria della 1000 Miglia, che è pur sempre la “corsa più bella del mondo” anche in versione regolarità. Per diversi aspiranti alla partecipazione, rispetto alla “Freccia Rossa” il Gran Premio Nuvolari ha il vantaggio di ammettere una varietà di vetture classiche assai più ampia. Sono ammesse quelle fabbricate dal 1919 al 1976, purché munite di passaporto Fiva o fiche Fia Heritage, omologazione Asi, fiche Aci Sport /Aci Storico, o certificato d’iscrizione al registro storico A.A.V.S. In sostanza, un museo dell’auto classica itinerante che non manca di attirare una folla numerosa di appassionati e curiosi al proprio passaggio.

Souvenir d’Italie. Come per le altre gare di regolarità più lunghe e articolate, il segreto – che tanto segreto non è – del Gran Premio Nuvolari è il percorso. Un migliaio di chilometri tra la Pianura Padana, la costa romagnola e l’Appennino, valicato sui passi più curvilinei e divertenti. Le strade che attraversano la Toscana e l’Umbria sono un album di cartoline che finiscono invariabilmente per appigliare il cuore degli equipaggi stranieri. Tante e significative le città storiche e d’arte attraversate. La partenza e l’arrivo sono prerogativa di Mantova, la città di Nivola da Castel d’Ario. Il percorso varia di anno in anno, ma ha sempre l’attenzione di contemplare capoluoghi come Ferrara, Rimini, Modena, Siena, Arezzo, Urbino, oltre a luoghi importanti per il passato e il presente della Motor Valley e, in generale, della tradizione motoristica italiana. È impossibile resistere anche al fascino degli innumerevoli altri borghi attraversati fra Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria. I momenti conviviali avvengono fra quinte incantevoli. Per gli equipaggi il tempo di soffermarsi sui paesaggi italiani è comunque relativo, fra le 90 prove di abilità, i 12 rilevamenti prove di media e i 15 controlli a timbro previsti durante tappe anche dure come quella del sabato, che possono durare dall’alba al tramonto…

L’origine storica del Gran Premio. La scomparsa del Mantovano Volante, avvenuta l'11 agosto 1953, destò grande sensazione in tutto il mondo. In particolare negli organizzatori della Mille Miglia, autenticamente legati al campione anche da un sentimento di riconoscenza. Le gesta di Nuvolari avevano contribuito a costruire la leggenda della corsa. Per onorarne la memoria, il percorso tradizionale della 1000 Miglia fu modificato così da transitare per Mantova. Da allora, venne istituito il Gran Premio Nuvolari, da destinare al pilota più veloce sui lunghi rettilinei che percorrono la Pianura Padana, da Cremona a Mantova, fino al traguardo di Brescia. Nel breve albo d’oro (la Freccia Rossa fu interrotta nel 1957) leggiamo i nomi di Alberto Ascari, Stirling Moss, Eugenio Castellotti e Olivier Gendebien.

Il GP Nuvolari ha tutte le carte in regola per candidarsi al Best in Classic. L’edizione “della rinascita” di quest’anno è già stata annunciata per il fine settimana dal 16 al 19 settembre, in un periodo splendido per concedersi un migliaio di chilometri sulla propria vettura storica. Dopo le limitazioni imposte dalla pandemia nel 2020 (appena 130 gli equipaggi iscritti), entro la scadenza del 31 luglio il Gran Premio punta a riempire l’ordine di partenza di trecento caselle, con partecipanti provenienti da tutto il mondo. Passione, territorio, contenuto storico-motoristico di rango: forse persino un demone ardimentoso del volante come Tazio approverebbe.

Best in Classic
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