Museo Fratelli Cozzi - Ruoteclassiche
Industry
19 August 2021 | di Paolo Sormani

Museo Fratelli Cozzi

Probabilmente è la collezione privata di Alfa Romeo più visitata in Italia, quella curata da Elisabetta Cozzi a Legnano. Un amore di famiglia che si è concretizzato in una struttura moderna e versatile, che è rimasta attiva persino durante i lockdown.

Sono storie straordinarie, quelle che raccontano come la storia di un marchio di automobili possa intersecarsi e fondersi con quella di tante famiglie cucendo una generazione alle successive. Il Museo Fratelli Cozzi è stato fondato nell’ottobre del 2015 ed è nato dalla passione del concessionario legnanese Pietro Cozzi per le Alfa Romeo. Una passione che debordava dal lavoro di venderle e che l’ha portato a collezionarle a partire fin dal lontano 1955, anno di apertura dell'omonima concessionaria. Per ogni modello prodotto dal Biscione, lui ne accantonava uno per sé scegliendo tra l'allestimento più performante o interessante ai fini del collezionismo. Oggi il Museo è curato dalla figlia Elisabetta e raccoglie oltre 60 Alfa Romeo, fra le quali due uniche al mondo e alcuni modelli rarissimi. Oltre alle auto, nel Cozzi.LAB sono conservati più di trecento poster originali, migliaia di fotografie, dépliant, libretti d'uso e manutenzione, cataloghi auto e ricambi, manuali di riparazione, trofei, oggetti d'arte insieme alle maggiori riviste e libri di settore. Tutti i documenti sono stati digitalizzati e testimoniano il percorso commerciale, le tecniche di vendita e marketing della concessionaria che le ha vendute.

Sono tante le storie che il Museo racconta e, tra queste, quella di Pietro Cozzi: un imprenditore che ha condiviso l’amore per il marchio milanese con tutti gli appassionati attraverso il Museo. Disegnato dallo studio di architettura Buratti, è stato pubblicato per il suo particolare concept su molte riviste di arredamento, architettura e design. A fine 2019 sempre lo studio Buratti ha creato una nuova area (la Sala Rossa) dedicata all’accoglienza, a conferenze e alla consultazione digitale dell’archivio, con accesso aperto e gratuito agli utenti interessati. Nel 2019 il Museo Fratelli Cozzi ha ricevuto, per il terzo anno consecutivo, il Certificato d’Eccellenza di Tripadvisor, collocandosi al primo posto tra le attività della Città di Legnano, mentre l’anno scorso è giunto il riconoscimento Travellers’ Choice rientrando nel dieci per cento delle migliori attrazioni del mondo. Il Museo Cozzi è membro della rete di MuseImpresa e del Circuito Lombardo dei Musei del Design. Nelle Giornate di Primavera 2019 è stato è stato scelto dal FAI tra i 1.100 Beni del patrimonio italiano aperti al pubblico, registrando un record per numero di visitatori. Dalla sua nascita, il Museo è anche la sede di un progetto senza fini di lucro dedicato alla valorizzazione del mondo femminile, giunto al tredicesimo anno di vita: Woman In Power.

Best in Classic? Ha tutti i numeri per aspirare a diventarlo. Nonostante negli ultimi 12 mesi abbia dovuto tenere le porte chiuse per oltre otto, il Museo Cozzi è stato sostenitore degli hashtag #insiemeperilclassico e #laculturanonsiferma continuando a fare e progettare. Le iniziative si sono succedute senza sosta a partire dal’agosto 2020 con “Si parte!”, la rubrica settimanale ideata in collaborazione con Il Mumac - Museo della Macchina del Caffè e il Museo Fisogni delle pompe di benzina per raccontare i viaggi degli italiani dagli anni Cinquanta a oggi. Dopo il premio “Traveller’s Choice” di settembre, la riapertura in occasione di Milano Autoclassica organizzando due raduni, in collaborazione con il CMAE e Ruoteclassiche. È stato anche assegnato il primo trofeo Museo Fratelli Cozzi alle auto più vecchie partecipanti. In ottobre, l’archivio del Cozzi.LAB è stato reso consultabile dopo due anni di lavoro da parte di un’archivista professionista. In questo modo, è diventato patrimonio di tutti con foto, poster e molto altro accessibili dal sito del museo. A novembre, con altre cento realtà espositive il Museo Fratelli Cozzi ha partecipato alla Settimana della Cultura di Impresa, con l’associazione MuseImpresa, a cui è associato fin dall’inizio. Un calendario ricchissimo, pur se a distanza. A gennaio di quest’anno (e fino a luglio) sono stati resi consultabili tutti i numeri de “Il Quadrifoglio”, la rivista del Biscione nata nel 1966 e pubblicata fino al ’73. Dello scorso aprile l’evento digitale “Gli anni 60, 60 anni dopo”, che ha accolto virtualmente centinaia di visitatori. In maggio, è stato inaugurato “Alfamous”, un wall of fame dedicato agli Alfa Club di tutto il mondo. Il Museo è stato anche la tappa finale di AidRaid, il raid benefico in collaborazione con l’associazione CinemAlfa. Tutto il ricavato della giornata è stato devoluto al villaggio SOS Bambini di Vicenza.

Gli eventi sono proseguiti con “Parcheggia in archivio” e una puntata di “TeloRacconto”, la nuova rubrica dedicata alla narrazione di Alfisti eccellenti. È seguita una lezione su Strategia e linguaggi della comunicazione ai ragazzi dell’Università Cattolica di Milano. Fra i progetti in lancio, “il luogo del fare” che rimetterà in funzione il ponte e le attrezzature per tornare all’azione in area officina. Altro progetto “La Dolce Vita on the road”, un viaggio in Italia attraverso le auto, il cibo, il vino e il cinema allestito nell’area espositiva legnanese. Magari con la cena preparata da uno chef stellato, l’intervento di un famoso designer, una corsa sul pistino di Arese, una gita al Lago di Como. Insomma, tutto ciò che un Alfista VIP, italiano o estero, può desiderare. Attraverso una gestione vivace e a 360°, il Museo Fratelli Cozzi sta espandendo il concetto di moderna area espositiva al mondo della cultura e dell’intrattenimento. Un esempio da osservare e, volendo, da imitare.

Best in Classic
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