Spadoni Emergency Museum - Ruoteclassiche
Automobili
27 July 2021 | di Paolo Sormani

Spadoni Emergency Museum

Anche se è una realtà espositiva inaugurata solo nel 2015, lo Spadoni si pone come uno dei più grandi musei di mezzi di soccorso d’epoca in Italia e in Europa. Oltre alle ambulanze, anche i veicoli dei Vigili del fuoco e dei Corpi di polizia.

Chi ha seguito con un minimo di attenzione le candidature al Best in Classic, ha potuto rendersi conto di quanta passione chiamano i mezzi di soccorso d’epoca. Sorpresi? Spesso questa fascinazione nasce dall’opera prestata in un ente come volontario; per qualcuno, da un’eco dell’infanzia. Nel caso di Luigi Spadoni, il piacere di reperire e restaurare questi particolari “classici” trae origine dalla sua carriera professionale, nel settore del pronto intervento e dell’assistenza medica. Quella che era una collezione privata inaugurata nel 2015, si è rapidamente evoluta in un museo aperto al pubblico (gratuitamente e su appuntamento) di settemila metri quadri, di cui la metà coperti. Lo “Spadoni Emergency Museum” vanta qualcosa come 76 mezzi di soccorso storici allestiti fra il 1946 al 2006, dei quali otto appartenevano ai Vigili del fuoco e altrettanti ai Corpi di polizia. I veicoli provengono da otto diversi Paesi europei, oltre che da Stati Uniti e Canada. La sede è a Berceto, località sulla statale 62 della Cisa. Un po’ fuori mano, ma la visita invoglia a godersi una gita al passo su una delle strade appenniniche più belle in assoluto, percorsa spesso e volentieri anche dalla rievocazione storica della 1000 Miglia.

Le macchine del tempo. Dimensioni ragguardevoli a parte, una delle prerogative dell’Emergency Museum è quella di “vestire” i mezzi esposti con numerosi equipaggiamenti e divise coerenti. In questo modo, racconta l’evoluzione delle tecnologie messe a disposizione dei soccorritori negli ultimi decenni. A differenza di altre collezioni più mirate e tematiche, lo Spadoni presenta una varietà di mezzi di soccorso più vasta ed eterogenea. Se durante i ripetuti lockdown ha dovuto tenere le porte chiuse per lunghi mesi, i curatori ne hanno approfittato per rinnovare gli interni, restaurare i veicoli di maggior valore storico (o particolarmente bisognosi di cure) e portare sulla Cisa nuove acquisizioni. Fra le novità, un’autoambulanza Cadillac Miller-Meteor del 1970: proviene dal Canada dov’era utilizzata come auto di servizio e a molti potrebbe ricordare la famosa “Ecto 1” dei Ghostbusters. Dall’Ungheria è stata importata un’ambulanza Nysa 522 del 1983. Il modello era fabbricato in un grande numero di esemplari, utilizzati dal Servizio Nazionale di Ambulanze magiaro ed esportati in Polonia, Bulgaria e negli altri Paesi del Comecon, il blocco economico satellite dell’Unione Sovietica.

I pezzi più pregiati. Invece un pullmino Fiat 900E del 1982 è stato donato dalla Croce Verde di Quarto dei Mille. Vanta un onorato stato di servizio di molti anni. Ha meno valore storico, ma assai più sentimentale per Luigi Spadoni la Fiat Argenta versione autoambulanza, allestita in 22 esemplari negli anni Ottanta. Si tratta proprio di una di quelle che il collezionista vendette all’inizio della carriera lavorativa. A quanto pare, ne sono rimaste solo due: l’esemplare del museo è stato recuperato dall’autoparco della Croce Verde di Murialdo, un Comune in provincia di Savona. “Un’altra acquisizione di cui andiamo molto fieri è la Austin LD5 del 1960, proveniente dalla collezione storica del London Ambulance Service”, racconta il dirigente Michele Gruzza. “Una volta uscita dal servizio attivo, ha partecipato a diverse fiere, manifestazioni e film in Gran Bretagna. Dallo stesso autoparco proviene un’altra ambulanza Austin, una Shearline blu, giunta sulla Cisa un paio d’anni fa. In più, stiamo restaurando un altro paio di mezzi molto interessanti: una Packard allestita dalla Henney nel 1942, l’ambulanza più antica della nostra collezione. E poi una Range Rover del National Ambulance Service britannico, di cui non conosciamo l’anno esatto d’immatricolazione”.

E io mi compro l’ambulanza. La domanda più spontanea che può sorgere è: che genere di mercato esiste per i mezzi di soccorso d’epoca e dove trovarli? “Normalmente, li troviamo attraverso i nostri contatti personali, come quelli che Luigi Spadoni ha maturato in tanti anni da imprenditore del settore”, spiega Gruzza. “Esistono anche siti internet più o meno specializzati che le mettono in vetrina: la Cadillac Miller-Meteor canadese l’abbiamo trovata su uno di questi. Noi siamo ancora in fase di acquisizione, ma spesso realtà come la nostra si scambiano gli esemplari”. La curiosità e la completezza dell’esposizione fanno il resto. Durante il 2021, lo Spadoni Emergency Museum ha organizzato una decina di visite riservate agli appassionati di questo particolare settore, fra i quali lo storico viareggino Alberto Di Grazia, grande sostenitore dell’iniziativa.

Il premio Best in Classic di Ruoteclassiche, i promotori del museo pensano di meritarlo non solo perché espongono e conservano i mezzi di soccorso storici che, durante i loro anni di servizio, hanno fatto la storia delle comunità in cui hanno operato. L’altra motivazione è l’impegno nella ricerca e nel restauro di esemplari di grande valore storico che altrimenti rischierebbero di andare perduti. Altro obiettivo fondamentale è il continuo lavoro per raccontare l’importanza delle associazioni di soccorso. Chissà, le visite guidate aperte anche ai più piccoli potrebbero essere utili a ispirarli per intraprendere questa professione meritevole.

Best in Classic
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